Musica, opera, jazz e prosa nella nuova stagione del Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa ha riaperto poco più di un anno fa, e il nuovo cartellone conserva più di un legame con il suo passato. La musica, affidata a Massimo Spada, mette accanto il repertorio e la scrittura d’oggi, come facevano i Concerti di Primavera

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(Foto Ansa)

In piazza d’Aracoeli, accanto al palazzo di famiglia, Mimì Pecci Blunt volle “un teatrino ispirato a quelli antichi di corte”, come scrisse in una lettera. Pronipote di Leone XIII, fra le due guerre aveva tenuto a Parigi il salotto di rue de Babylone, frequentato da Cocteau e Valéry. A Roma organizzava con Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca i Concerti di Primavera, dedicati alla musica classica e contemporanea: da quelle serate, e dalle conferenze nel salone di casa, nacque l’idea di una sede stabile. Affidò il progetto a Tomaso Buzzi, che disegnò lampadari a forma di stella cometa, emblema dei Pecci, e li dispose lungo i percorsi del pubblico. Il teatro fu inaugurato nel 1958 e Antonio Muñoz lo definì “gioiello d’arte alle pendici del Campidoglio”. Sotto la direzione di Diego Fabbri vi andarono in scena testi di Beckett e Ionesco, con registi come Giorgio Strehler, e vi si eseguì musica di Stravinskij.
Alla fine degli anni Sessanta un incendio distrusse la sala; la figlia di Mimì, Viviana, la riaprì negli anni Ottanta e, dopo una nuova e lunga pausa, è stata Maria Grazia Chiuri, che ha acquistato il teatro con la famiglia, a restaurarlo e a riportarlo in attività. Il Teatro della Cometa ha riaperto poco più di un anno fa, e il nuovo cartellone conserva più di un legame con il suo passato. La musica, affidata a Massimo Spada, mette accanto il repertorio e la scrittura d’oggi, come facevano i Concerti di Primavera: si comincia domenica 4 alle 17 con le Quattro stagioni di Vivaldi ricomposte da Max Richter, una rivisitazione che lo stesso Richter ha descritto come una “conversazione” con Vivaldi più che come una nuova esecuzione. Più avanti arriverà il soprano Rosa Feola (16 maggio), con un programma che va da Mozart a Puccini.
Quanto all’opera, sono in cartellone due atti unici di Marcello Panni: Hanjo e la farsa Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi (7 febbraio), tratta liberamente da un testo di Bruno Corra. L’intento è non perdere la tradizione di una piccola produzione operistica. Non solo “classica” ma anche jazz con Danilo Rea (16 gennaio) impegnato in una grande improvvisazione che nasce in tempo reale di fronte al pubblico. Il teatro di prosa propone il testo di Deborah Levy (23 ottobre), una delle voci più autorevoli della letteratura britannica contemporanea, che in 50 Minutes affronta temi di stretta attualità. Che cosa significa vivere in un mondo che sembra andare a fuoco? Da dove cominciare quando le ansie si moltiplicano? E che cosa possiamo fare di tutto ciò che proviamo? Alla Cometa, così, l’arte fa il suo mestiere: suscitare domande.