Centrosinistra in tempesta
Mare largo. Il Pd locale porta Elly a Ventotene, con Prodi, Gabrielli e i giovani dem
"Abbiamo davanti sfide enormi”, dice il segretario del Pd Lazio Leodori, “e possiamo affrontarle solo costruendo un’Europa più forte e unita, in grado di essere protagonista e non spettatrice". C'è anche Virginia Libero, la segretaria dei Gd che ha fatto il discorso sui "disertori"
24 SET 26

Elly Schlein e Daniele Leodori (foto di Roberto Monaldo per LaPresse)
Il campo largo nazionale è in alto mare (vedi Kyiv e primarie), ma il Pd Lazio porta il Nazareno a Ventotene (c’è Elly Schlein, con l’aggiunta illustre di Romano Prodi e Franco Gabrielli), per un’esperienza immersiva, a venti giorni dalla Seconda conferenza europea di Ventotene per la pace e la democrazia organizzata dalla transfuga dem e vicepresidente del Parlamento Ue Pina Picierno, fondatrice di Spazio Pubblico. E così eccole, le caravelle dem, pronte a salpare da oggi a domenica: l’occasione è la quarta edizione di “Generazione Ventotene”, scuola di formazione politica voluta dal segretario regionale Daniele Leodori con la fondazione Friedrich-Ebert Italia e la delegazione italiana dem nel gruppo S&D. Laggiù, sull’isola che ha visto per prima volare l’esprit puro dell’Europa, i giovani dem dovranno anche riascoltare la loro segretaria Virginia Libero, a dieci giorni dall’invettiva che l’ha consegnata alle cronache per la frase “non saremo noi i soldati delle vostre guerre, organizzeremo i disertori”.
Si parlerà di tutto, mentre si dovrà capire come far quadrare qualcosa, intanto, all’interno del partito (ci sarà infatti anche il tesoriere Michele Fina, colui che, su Repubblica, ieri è stato descritto dubbioso sulle primarie, nonostante la chiara fede schleiniana). E tutto vuol dire prima di ogni altra cosa Europa (panel sul nuovo Patto mediterraneo con Prodi e Zingaretti), anche se l’interrogativo aleggiante sarà: che fare, con Vladimir Putin ai confini? Il campo largo, intanto, proverà a dimenticare per un attimo il cruccio sul “chi guiderà il centrosinistra” con un panel sugli ottant’anni dal voto alle donne, alla presenza di Luana Zanella, Alessandra Maiorino, Maria Elena Boschi, Michela Di Biase, Cecilia D’Elia e Anna Finocchiaro. Il dibattito sulla sicurezza con Gabrielli e Nardella, quasi quasi, rischia di essere il meno divisivo, ché se parli di Europa devi parlare di Ucraina e se parli di “costruire alleanze” (altro panel) rientri nel girone dantesco “primarie non primarie”, fino a che la questione delle fake news (russe?) non irromperà ai confini dell’incontro “Social: un nuovo spazio pubblico dove fare politica”. Ma l’Europa che fa, e il Pd? “Abbiamo davanti sfide enormi”, dice Leodori, “e possiamo affrontarle solo costruendo un’Europa più forte e unita, in grado di essere protagonista e non spettatrice. Sono certo che, anche grazie alle nuove generazioni, avremo la forza di fare un passo avanti e percorrerla”.