ROMA CAPOCCIA
Pazzi per i chioschi. Il successo degli street bar
Stare in piazza a chiacchierare, senza per forza dover stare al chiuso, è da sempre un must delle serate dei ragazzi romani. Così forse si spiega il successo di Fischio e di altri chioschi nati negli ultimi anni in città
19 SET 26

(Foto Ansa)
Passando per piazzale degli Eroi, specialmente dall’ora dell’aperitivo in avanti, è impossibile non notarlo. Perché una parte della piazza è strapiena di ragazzi. E più si va avanti nella serata e più ne arrivano, senza però, miracolosamente, generare caos. Anche perché molti vengono, ma molti anche se ne vanno, in una specie di turn over. Parliamo di Fischio, uno dei chioschi bar più frequentati della città. Ce ne sono anche altri, di cui parleremo in seguito, ma il successo di Fischio è davvero travolgente: negli anni è diventato un punto di riferimento e di ritrovo per gli under 40. Durante il giorno, però, all’ora della colazione e a pranzo, si vede anche gente più adulta. “Il mix tra giovani e persone più mature, ma anche tra residenti del quartiere e ‘fuori-zona’ è proprio quello su cui abbiamo puntato fin da subito. Penso che il segreto sia la qualità di quello che offriamo e un’atmosfera rilassata, quasi scanzonata, che fa sentire accolti. Si viene qui per chiacchierare e stare bene…”, spiega Marco Folco, uno dei tre soci. Gli altri sono Simone e Luigi, tutti 37enni.
I tre sono di Montesacro e l’idea è venuta frequentando un altro chiosco romano, storico: Ponte Tazio, a piazza Sempione. “Andavamo lì da ragazzini e a un certo punto ci siamo detti: ma perché non ne apriamo uno nostro mettendoci dentro tutto quello che ci piace…?”, racconta Marco. E così l’occasione si è presentata nel 2016 in tutt’altra zona, a piazzale degli Eroi. Luogo di gran passaggio, anche di automobili, forse nessuno ci avrebbe scommesso granché, e invece, complice uno spazio retrostante i ragazzi si sparpagliano, Fischio ha funzionato. In un quadrante che tra l’altro sta diventando vivace, tra altri bar e locali, compresi quelli che stanno sorgendo all’interno del Mercato Trionfale. Dall’altra parte della piazza, poi, è nato un altro loro progetto, Becco, che per un paio d’anni ha proposto tramezzini gourmet assai originali, ma ora è in stand by. Mentre sempre loro è un altro chiosco, Soffio, aperto da quattro anni a Fregene, all’interno dello stabilimento La Baia.
Ma torniamo a Fischio. Chi c’è stato almeno una volta avrà notato la particolarità dei cocktail in lattina. Spritz, Gin Tonic, Moscow Mule, Cuba Libre e altri in lattina, appunto. “All’interno del chiosco non c’è molto spazio per le bottiglie, così ci è venuta l’idea di preparare prima i cocktail e metterli in lattina, così sono già pronti”, spiega Marco. La cosa è talmente originale che grossi marchi, come Uniqlo e Roma Europa Festival, hanno voluto le lattine-cocktail per i loro eventi. Altra caratteristica del locale sono i vini naturali scovati da piccoli produttori e cantine di tutto il mondo. E poi la musica, con il dj che allieta le ore mattutine della colazione. Anche Marco, grande appassionato di vinili, si diletta alla consolle.
Naturalmente il clima aiuta: stare in piazza a chiacchierare, senza per forza dover stare al chiuso, è da sempre un must delle serate dei ragazzi romani. Così forse si spiega il successo di Fischio e di altri chioschi nati negli ultimi anni in città. Uno dei più originali è Tram Depot, in via Marmorata, di fronte a Testaccio, con il chiosco a forma di vecchio tram, che punta su caffè e spuntini. Non troppo lontano, dalle parti della Piramide, c’è Mostro, bar contemporaneo con vini, cocktail e tramezzini in stile veneziano (più piccoli di quelli romani, ma più farciti). Nel verde in zona San Paolo due fratelli, Pietro e Mario Esposito, hanno aperto Al Chiosco, assai frequentato per il Social Spritz, i concerti live e le serate a tema. Ce n’è uno anche in zona Monteverde nuovo, in largo Ravizza: il Totem Garden Bar, dove si può prendere l'aperitivo con la pinsa. Da non dimenticare, poi, in piazza Buenos Aires, il chioschetto del Lemoncocco, dove si ferma tutta Roma Nord. E naturalmente quello di Ponte Tazio, una vera istituzione a Montesacro, già menzionato prima. Ma ci sono anche quelli all’interno dei parchi, come il Caffè Nemorense, che però funzionano solo di giorno. Le licenze dei chioschi appartengono al comune di Roma, che le dà in concessione tramite bandi e chi se li aggiudica paga poi l’occupazione di suolo pubblico.