Michetti bis?
Il centrodestra vive il suo giorno della Marmotta sul nome del candidato sindaco di Roma
Tolta la possibilità di candidare il civico Malagò, e con in campo "incluso a prescindere" il nome politico di Fabio Rampelli, la destra romana rischia di ritrovarsi come nel 2021, cioè con un candidato sconosciuto ai più
17 SET 26

Foto Ansa
Il nulla, e un silenzio ancora più denso della pur densissima oscurità che, nel 2021, aveva portato il centrodestra a uno stallo alla messicana e poi, dopo mesi, alla scelta del nome di un candidato sindaco: Enrico Michetti, soprannominato “Michetti chi?” in senso letterale: a pochi mesi dal voto, infatti, il candidato non lo conosceva nessuno. Motivo per cui, oggi, nelle circostanze in cui si ritrova – cioè a neanche un anno dal voto amministrativo, con Roberto Gualtieri già in campo per la corsa al bis – il centrodestra vive un ennesimo giorno della Marmotta e vede davanti al suo cammino lo spauracchio di un “Michetti chi?” bis. Corre ai ripari? Insomma. Il temporeggiamento prosegue. Non solo: ci sono settori del centrodestra in cui ancora si piange il cambio di traiettoria di Giovanni Malagò, oggi presidente della Figc ma a lungo considerato nome civico per antonomasia.
Tolto il civico, per quanto la suggestione sia dura a morire e visto che, ricordano non soltanto in FdI, ma anche in FI, “questa volta la scelta del nome tocca ai Fratelli”, resta la necessità di tirare fuori il nome politico, nome “atteso con ansia”, dicono nella destra capitolina, tra consiglieri che, nell’imminenza della campagna elettorale, sperano appunto “che non si ripeta l’errore del 2021”. Paradosso dei paradossi, il nome ci sarebbe, anzi c’è: gira, va e vede gente per Roma, e non da oggi, ché il vicepresidente meloniano della Camera Fabio Rampelli, il nome in campo, si è detto pronto tempo fa, e non per la prima volta. Dunque si muove (lui), ma loro (gli altri) stanno immobili. Ma lui non demorde. E sabato sarà a “Fenix”, la festa dei giovani di FdI, all’Eur, per un incontro che nel titolo (“Rabbia e amore”) riecheggia lo slogan della sua prima corsa per il Consiglio comunale, nel 1993. Sono passati più di trent’anni, e Rampelli non solo è pronto, ma è per così dire incluso a prescindere nella rosa dei nomi politici. Solo che, dice un esponente del centrodestra capitolino, “non è detto che si sciolgano tutti i nodi prima di dicembre”. Lui intanto si porta avanti: non c’è periferia che non lo veda comparire (ieri pomeriggio era a Tor Bella Monaca, domani chissà, ma il concetto è “ricucire” il tessuto sociale).
E la Lega? Nessuna decisione, nessuna pressione, nonostante l’incombere anche locale del generale Vannacci. Al che il capogruppo in Comune Fabrizio Santori ha fatto suonare la sveglia: “Basta perdere tempo”, ha detto rivolgendosi al centrodestra tutto, “Gualtieri si può battere”. Ma con chi?