Sotto la stella di “Rinascita”, tra Conte e Bettini (e Gualtieri), sognando il 2027

Al Visionaria Urban Fest a Garbatella, durante il viaggio a tappe de “L’impero del disordine”, primo numero (nella sua seconda vita) della storica rivista della sinistra, c'è stato l'incontro tra l'ex premier e il deus ex machina e pilastro del Pd

10 SET 26
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Foto LaPresse

L’occasione (ieri sera), al Visionaria Urban Fest a Garbatella, era il viaggio a tappe de “L’impero del disordine”, primo numero (nella sua seconda vita) della storica rivista della sinistra: la “Rinascita” che ha preso il volo qualche mese fa, con la direzione editoriale del deus ex machina e pilastro del Pd non solo romano Goffredo Bettini. E l’occasione, sotto lo sguardo del direttore responsabile Federico Lobuono, è fatta di idee – articoli scritti da intellettuali e politici di ogni schieramento attorno al nostro mondo instabile “che non è un’eccezione, ma la regola”.
Ma l’occasione, nel luogo dove parla la rivista che vuole far dialogare i naviganti di un campo largo che muove i suoi passi non sempre velocissimi verso il 2027, anno elettorale doppio, locale e globale, è fatta anche di uomini: l’ex premier a Cinque Stelle Giuseppe Conte, invitato a parlare di guerra, pace, Europa, internazionale nera, elezioni, algoritmi, ordine e caos (e modalità per tenere insieme il centrosinistra) con Bettini medesimo, oltre che con la giornalista e filosofa Ida Domjanni e con Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, moderati da Agnese Pini. Caso non casuale: nello stesso luogo, qualche giorno prima, era arrivato il sindaco dem Roberto Gualtieri (pronto alla corsa per il secondo mandato), segno che il campo largo più piccolo e meno turbolento, quello romano, vuole lanciare una cima al più agitato ed esteso campo largo nazionale. Rinascita, dice Smeriglio, coltiva “l’ambizione di contribuire dal punto di vista culturale e poi politico all’obiettivo di supportare il dibattito nel campo largo, con una certa libertà di relazione con culture e mondi diversi”.
A Roma, nonostante la passata contrarietà del M5s al termovalorizzatore di Gualtieri, i rapporti tra forze sono più sereni. Fuori da Roma, chissà. Intanto aleggiano le primarie. “Al di là di quello che ognuno di noi pensa”, dice Smeriglio, “paiono ora inevitabili. E quindi, a questo punto, la discussione può passare dal ‘primarie sì o no’ al ‘primarie come?’”. Intanto ieri ci si imbarcava nell’impresa: “Il tentativo generoso di dirigenti e militanti di Pd, M5s e Sinistra civica-ecologista, di intessere un discorso comune che potrà poi diventare un’opera di servizio al campo largo”.