Baracconata teverina
Com'è peggiorata dieci anni dopo la kermesse estiva sul Tevere
Sulla sponda del fiume l'estate ha vitsto “Lungo il Tevere…Roma”, 24esima edizione della kermesse di “eventi, cultura, musica e gastronomia”. Atmosfera è tristanzuola, bancarelle che vendono ciarpame e la sensazione di essere in luna park di paese

Foto tratta dalla pagina Fb di Lungo il Tevere Roma
Confessiamo che erano anni che non ci mettevamo piede. Forse una decina. Ma si sa, quando un parente o un amico è di passaggio per Roma, ci si trasforma in guide turistiche e si fanno cose che nella quotidianità non si farebbero mai. “Cosa sono tutte quelle luce lungo il fiume?”, ci chiede l’amico di passaggio. E così ci tocca scendere e fare un giro a “Lungo il Tevere…Roma”, 24esima edizione della kermesse di “eventi, cultura, musica e gastronomia” dal 5 giugno al 24 agosto. Non ci venivamo, appunto, da parecchio e dobbiamo dire che la kermesse è molto peggiorata. Ricordavamo, nel passato, qualche stand di abbigliamento anche decente (forse anni fa si acquistò pure una camiciola), ce n’era per esempio uno che vendeva deliziosi cappelli, ma pure qualche bistrot decente e alcuni spin off di note osterie romane che in estate aprivano qui. E poi c’era il cinema, perfetto per godersi all’aperto i film persi durante la stagione.
Ora non c’è nulla di tutto ciò. Da ben prima di Ponte Sisto fino al Ponte Palatino, oltre l’Isola Tiberina, lungo il fiume sotto Trastevere, è un susseguirsi di stand scadenti, bistrot che non invogliano a fermarsi, giochi da luna park come il pungiball o il tiro alle lattine per vincere pupazzetti, zucchero filato e biliardini a gogo (ma quelli ci sono sempre stati), bancarelle di libri usati buttati alla rinfusa, banchi di bigiotteria e pure un toro da cui non bisogna cadere. C’è musica, naturalmente: dj solitari (nel senso che a mancare è il pubblico), l’immancabile karaoke, uno stand dove si balla latino e un Salotto Tevere, dove un cantante propone una sfilza di canzoni di Lucio Battisti. Ma leggiamo che ci fanno anche presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere.
Massimo rispetto per chi ci lavora, tra cuochi e camerieri, ma nel complesso l’atmosfera è tristanzuola. Una sorta di baracconata pacchiana dove gli unici avventori sono ragazzini in libera uscita, coatti della peggior specie e turisti un po’ spaesati. E la domanda viene spontanea: perché ogni estate il centro di Roma viene trasformato in uno squallido luna park di paese? La cosa positiva, per fortuna, è che almeno è lasciata libera la parte sinistra, quella dell’Isola Tiberina, che invece ricordavamo anch’essa invasa dai tavolini. Mentre notiamo con un po’ di sorpresa che non c’è più il cinema all’aperto, che era la cosa più bella di tutta la faccenda. Oltretutto fa un caldo terrificante, perché si sa che lungo l’argine del fiume circola meno aria. E notiamo pure che la pista ciclabile (che abbiamo percorso decine di volte) è completamente invasa. E già questo ci mette di cattivo umore. Proseguiamo la passeggiata, ma per giocare a biliardino fa troppo caldo, per il narghilè-bar siamo troppo vecchi, le cover di Battisti anche no, così alla fine ci si ferma per una birra in uno stand tex-mex, forse l’unico davvero carino di tutta la lunga passeggiata.
C’è però anche un fitto programma. “Ogni sera i visitatori potranno godere di 60 stand commerciali, 15 punti ristoro, 3 aree culturali e 200 esibizioni artistiche. Ogni anno si registrano 2 milioni di visitatori, 15 mila al giorno”, leggiamo nell’apposito sito. Per quel che vediamo noi, le cifre ci paiono un tantino esagerate. La kermesse è organizzata dall’associazione culturale La Vela d’Oro con l'obiettivo di “creare eventi che promuovano la cultura e l’arte, favorendo la riscoperta di luoghi iconici come le sponde del Tevere, che ogni anno viene trasformato in un palcoscenico all’aperto, arricchendo la capitale con mostre, concerti, presentazioni e attività gratuite per un pubblico di tutte le età”. Intendiamoci, non siamo contro i locali e gli eventi sul fiume. Amiamo i barconi (peccato non ci sia più il Lian Club) e da anni siamo frequentatori del Magik Bar, sotto il Convitto Nazionale. Anche lungo la Senna e il Tamigi d’estate si organizzano manifestazioni, per lo più festival musicali e il livello ci pare notevolmente più alto. A Parigi c’è pure una spiaggia con lettini e ombrelloni. Qui la fece Virginia Raggi e non ebbe un grande successo. Mentre ce ne andiamo notiamo che sul muraglione qualcuno ha scritto “Afa Zone”. E ci sembra perfetto.