Carocci costa caruccio al Pd: tre milioni di euro

Ecco tutti i finanziamenti che l’ex ragazzo del Cinema America ha ricevuto da Mic, comune e regione di centrosinistra

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“Percepiamo dei fondi in forma diretta, è vero, tanti criticano, ma li percepiscono anche ‘Alice nella città’ e ‘Videocittà, in quest’ultimo caso nonostante sia a pagamento per i cittadini. Eppure gli unici attaccati siamo noi”. Davanti al grande schermo, sul pratone del casale della Cervelletta, alcuni giorni fa Valerio Carocci, ex ragazzo del Cinema America in rotta con l’amministrazione Gualtieri, nel suo lungo discorso condito da presunte minacce subite da assessori e dal direttore generale del Campidoglio Albino Ruberti, ha parlato anche di fondi, quelli che da anni, prima l’associazione e poi la fondazione Piccolo America, hanno ricevuto da comune di Roma e dalla regione Lazio proprio per organizzare il ‘Cinema in piazza’. Fondi senza bando, come senza bando sono, dice lui, quelli che vanno a due eventi – una rassegna collaterale alla festa del Cinema di Roma e la tre giorni di musica che da qualche anno viene organizzata sotto il Gazometro – senz’altro cari al centrosinistra capitolino. La prima è curata da Fabia Bettini, sorella del guru dem e padre del Pd romano Goffredo, della seconda è presidente e ad l’ex sindaco Francesco Rutelli. Se li prendono loro, dice Carocci, perché non dovrebbe prenderli lui che dal 2017 è stato sostenuto con forza dall’allora presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti? C’è aria di potente faida in campo democratico.
Sicuramente in Campidoglio, da quando il presidente della Fondazione Piccolo America ha iniziato ad attaccare il sindaco, ventilando addirittura l’ipotesi di una lista a sinistra contro il primo cittadino, in tanti hanno cominciato a domandarsi: “Ma com’è possibile? Con tutti i soldi che gli abbiamo dato…”. E i effetti i finanziamenti che l’ex ragazzo del Cinema America ha ricevuto negli anni arrivano ormai a una cifra considerevole: quasi tre milioni di euro. Quelli in forma diretta sono serviti proprio a finanziare ‘Il Cinema in Piazza’ che si svolge gratuitamente ogni estate nelle arene di piazza San Cosimato, della Cervelletta e del parco di Monte Ciocci. Dal 2017 al 2020 la regione Lazio ha stanziato per l’evento un totale di 587 mila euro. Così distribuiti: 50 mila euro nel 2017, 61 mila nel 2018, 73.200 nel 2019 e 103.200 nel 2020. I fondi sono stati erogati anche nel 2021 e nel 2022, ma le delibere regionali non sono facilmente reperibili. Sicuramente nel 2021, grazie a un’intesa con la regione, anche la Camera di Commercio di Roma, ha stanziato 30 mila euro. Dal 2023, invece, con la sconfitta del centrosinistra, i fondi regionali si sono interrotti. E per questo Carrocci pretese – anche con una parziale occupazione dell’ufficio del sindaco Gualtieri – che fosse il Campidoglio a mettere i soldi. Da allora, e fino a quest’anno, il comune ha stanziato ogni anno 250 mila euro.
A questi fondi diretti vanno aggiunti quelli che Carrocci ha ottenuto via bando per la ristrutturazione della Sala Troisi, l’ex cinema Induno di Trastevere che da gennaio 2018 è stato dato in concessione per dodici anni dal Campidoglio alla sua fondazione. Poco più di un milione di euro (per la precisione 1.041.554) è stato stanziato dal ministero della Cultura (era Franceschini) attraverso il Piano straordinario di potenziamento del circuito delle sale cinematografiche (linea di finanziamento A, ovvero quella per la riattivazione di sale chiuse o dismesse). La cifra sembra grande, ma, va detto, finanziamenti a fondo perduto di grandezza simile sono andati a tanti cinema chiusi in diverse parti d’Italia. Altri 100 mila euro sono arrivati dalla società in house della regione Lazio Innova. Come ha ricordato Carocci la fondazione ha dovuto comunque prendere un finanziamento di 700 mila euro da un istituto di credito (mettendo a garanzia le case di alcuni soci della fondazione) per anticipare le cifre. A queste risorse vanno aggiunti i soldi che la fondazione risparmia grazie alla concessione del Troisi. Il canone calmierato pagato è di 2.800 euro al mese, rispetto ai quasi 14 mila di valore di mercato. In pratica, 134 mila euro l’anno che, per i dodici anni della concessione, significa un beneficio lordo di oltre 1,5 milioni. Per il 2026, inoltre, grazie un emendamento di FdI, Carocci è tornato a ricevere 300 mila euro per la sua rassegna estiva anche dalla regione Lazio. Secondo un recente articolo di Dagospia – quello che, per un apparente paradosso, ha scatenato il primo duro attacco di Carocci al sindaco – sarebbe stato una sorta di “premio” fornito da FdI al presidente del Piccolo America per il suo silenzio sulla vicenda Metropolitan, il cinema riconvertito in gran parte in centro commerciale, contro il quale nei mesi precedenti Carocci aveva duramente battagliato. Lui non ci sta. Smentisce e contrattacca, non solo Dagospia, ma appunto anche Gualtieri. Per ora, sospende l’idea della lista:”Vedremo a settembre”. Per il sindaco intanto, finanziamenti o meno, la grana è servita.