Caldo, il comune prepara un’intesa per mille materne

Con il Pnrr sono state efficientate e climatizzate  solo 10 scuole. Per altre mille in arrivo un maxi accordo pubblico-privato. Sui nidi va già meglio

25 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 07:01
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Autubus nuovissimi, ma elettrici, costretti a rientrare prima in deposito perché le alte temperature (e i condizionatori accessi) consumano troppo in fretta le batterie, scuole dell’infanzia che, con infissi vecchi, strutture poco isolanti e senza climatizzatori, diventano invivibili per bimbi e docenti, piccoli black-out di quartiere (soprattutto a Roma Est) dovuti ai picchi di domanda di corrente che i condizionatori contribuiscono a generare. Il caldo si è abbattuto anche quest’anno sulla capitale come l’ultima devastate (quanto prevedibile) sciagura.
A luglio, lo ha annunciato pochi giorni fa il sindaco Roberto Gualtieri durante un evento con l’ordine degli architetti, il comune presenterà il nuovo “Piano caldo”. Depavimentazione, alberi, comunità energetiche e chi più ne ha più ne metta. Gestire l’energia e favorire la resilienza della città alle alte temperature saranno le parole d’ordine.
Intanto, su una delle questioni più delicate, quella dell’efficientamento energetico e dell’adattamento climatico delle scuole, la capitale è indietro. Lo sanno anche in Campidoglio. Il Pnrr, infatti, ha finanziato l’efficientamento (e in alcuni casi la climatizzazione) di solo dieci scuole sulle circa 1.500 della città. E questo perchè, per una scelta abbastanza incompresbile, le risorse non sono state distribuite tra i comuni in base alla popolazione residente. Il problema caldo riguarda, in misura minore, anche gli asili nido che, restando aperti anche a luglio, sono la questione più urgente: 87 nidi comunali sono già dotati di climatizzatori.
A preoccupare dunque è il gap tra i nidi e gli altri edifici scolastici. Nei giorni scorsi è stato denunciato anche durante una commissione capitolina congiunta Scuola-Lavori pubblici. “Per i nidi è stato fatto un lavoro imponente e fondamentale”, ha detto in quella occasione la presidente della Commissione Scuola, la consigliera  Carla Fermariello. “Adesso però è indispensabile e urgente avviare un percorso identico anche per le scuole dell’infanzia, dove stanno emergendo sofferenze intollerabili per i bambini”. E in effetti l’urgenza più attuale riguarda proprio le scuole materne che – a differenza di elementari, medie e superiori – restano aperte fino alla fine di giugno quando, gli ultimi giorni sono lì a testimoniarlo, il caldo è già diventato insopportabile. Anche perché molte scuole dell’infanzia sono ospitate in prefabbricati degli anni ’70 e ’80, o comunque in strutture vetuste con un bassissimo isolamento termico. E infatti esposti e segnalazioni arrivano da insegnanti e genitori da molte parti della città. Dal Collatino al Villaggio Olimpico.
Il problema comunque – e non solo a Roma – riguarda anche i licei dove le prove della maturità vanno a avanti sino ai primi giorni di luglio. E, più in generale, tutti gli edifici scolastici dove si vogliono organizzare attività nel corso dell’estate: dai centri estivi ai corsi di recupero. E così, urgono in fretta soluzioni. Per 200 scuole sono già in corso interventi (anche con climatizzazione) realizzati con risorse che il comune è riuscito a reperire attraverso un’interlocuzione con il governo Draghi negli anni passati. Ma in questo conto sono compresi anche alcuni nidi. Insomma, il grosso delle scuole di Roma resta ancora fuori da questi interventi.
Ma a breve il Campidoglio si appresta fare di più e, forse, riuscire definitvamente a risolvere il problema. Nelle prossime settimane, infatti, sarà annunciata una mega partnership pubblico-privata che consentirà di intervenire per l’efficientamento energetico – con capotti termici, infissi nuovi, e in alcuni casi climatizzazione – anche su tutte le 1.100 scuole rimaste fuori dagli interventi dei prossimi anni.