ROMA CAPOCCIA
Non solo i botti. Il lungo e (in)glorioso catalogo degli scandali della polizia municipale
La figuraccia mondiale dei cavalli in fuga non è un incidente isolato: negli ultimi quindici anni i vigili romani sono finiti più volte tra inchieste, scandali disciplinari, assenze sospette e casi grotteschi
6 GIU 26

Foto Ansa
La grottesca e incredibile storia dei botti fatti esplodere alle Terme di Caracalla nei preparativi della parata del 2 giugno che ha provocato la fuga a briglia sciolta di 32 cavalli sulla Cristoforo Colombo ha fatto il giro del mondo, con conseguente discredito sul corpo della polizia municipale capitolina. Tutto però, a sentire le parole del comandante Mario De Sclavis, rischia di finire con un buffetto. I colpevoli non hanno partecipato alla sfilata e si prenderanno qualche giorno di sospensione. Sempre che non ci si metta la procura, che ha messo sotto indagine il vigile in questione (un 51enne assunto da poco) per lesioni colpose gravi ed esplosioni non autorizzate in luogo pubblico, con l’aggravante di essere un pubblico ufficiale in servizio. Ma si sta indagando per accertare le responsabilità di altri quattro agenti.
L’episodio è solo l’ultimo di una serie di “incidenti” che ha colpito il corpo dei vigili romani nell’ultimo quindicennio. Il più eclatante risale al capodanno del 2015: nella notte tra il 31 dicembre 2014 e il primo gennaio 2015 si registrarono ben 767 defezioni di vigili per i più svariati motivi: la maggior parte si dette malata, altri presero permessi speciali o legati alla legge 104. Così nella nottata più importante dell’anno, con i festeggiamenti in piazza, mancavano i vigili a garantire l’ordine pubblico. All’epoca si pensò a una protesta contro il sindaco Ignazio Marino, non particolarmente amato dai pizzardoni, ma un’inchiesta poi scoprì che si trattò di una sorta di “sciopero occulto” voluto dai sindacati per rivendicazioni sulle quote previdenziali. Ma, senza scomodare le vicissitudini Otello Celletti, il “vigile” interpretato da Alberto Sordi nella pellicola del 1960, in questi anni si è visto di tutto. Uno dei casi che ciclicamente ritorna è quello delle multe annullate ai vip e personaggi illustri.
Il primo caso recente risale al 2014, ma poi ne sono scoppiati altri nel 2019 e nel 2023, con vigili e impiegati comunali indagati per aver cancellato centinaia di contravvenzioni, tra cui anche al presidente della Lazio, Claudio Lotito. Diversi poi i casi di mazzette e di indagini per corruzione. Non li stiamo qui a elencare tutte, ma gli episodi sono parecchi, e non sempre hanno portato a condanne: mazzette prese solitamente per velocizzare pratiche, ma anche per evitare controlli troppo severi su ristoranti, bar, negozi o banchi dei mercati. Nel 2022, per esempio, sono arrestati quattro vigili con l’accusa di corruzione. Quasi tutti i comandanti, poi, hanno avuto i loro guai, a cominciare da Angelo Giuliani, finito agli arresti domiciliari per corruzione con l'accusa di aver favorito l’appalto a una società che rifaceva il manto stradale, e poi assolto con formula piena nel maggio 2025 dopo un lungo iter giudiziario. Giuliani era comandante anche durante lo scandalo del concorso del 2012 per l’assunzione di 300 vigili: lì la procura verificò che ci furono favoritismi, prove “aggiustate” e altre simpatiche cosucce: per stabilire i vincitori di quel concorso ci vollero addirittura due anni.
Mentre nel dicembre 2020 l’allora capo dei pizzardoni, Stefano Napoli, si dimise dopo un’inchiesta di “Report” su episodi di corruzione, conflitti di interesse e abuso di potere all’interno del corpo. Le dimissioni di Napoli avvengono in aperta polemica col Campidoglio: “La sindaca Virginia Raggi sapeva dell’inchiesta tv e non mi ha difeso”, l’accusa del comandante. Sempre Napoli e un altro ex comandante, Antonino Di Maggio, sono stati inquisiti e prosciolti per aver acquistato nel 2007 due immobili abusivi in un comprensorio che il Comune avrebbe dovuto abbattere. Ma, come dimostra il tragico caso dei cavalli, la goliardia è di casa tra i pizzardoni: nel 2025 due agenti sono stati sottoposti a procedimento disciplinare per aver scritto sul display luminoso dell’auto di servizio “ngul a mammt…”. Che risate. Infine, non può mancare un caso hot. Arriva nell’estate del 2020 quando due vigili, un uomo e una donna, stanno facendo un appostamento fuori dall’ex campo rom a Tor di Quinto: i due si lasciano andare a momenti di passione in auto, ma non si accorgono di aver lasciato la ricetrasmittente accesa. Qualcuno registra e il file audio arriva pure al comandante. La vicenda poi viene messa a tacere: non se ne saprà più nulla e, forse, è meglio così.