La visione è doppia: in Parlamento il Pd schleiniano, in nome del campo largo (e più che altro dell’alleanza con il leader m5s Giuseppe Conte), si è astenuto ieri sulla riforma di Roma Capitale voluta dal sindaco dem Roberto Gualtieri, dopo mesi di dialogo trasversale; ma alla Regione Lazio, il giorno precedente, martedì 28, lo stesso Pd se lo è visto comparire davanti – plasticamente rappresentato da un’immagine di tutti i capigruppo immortalati in Via dei Frentani – il campo largo anzi larghissimo (dal M5s ad Azione) che dice di voler combattere una comune battaglia contro la giunta del governatore di centrodestra Francesco Rocca, in nome dell’inazione del medesimo in campo di Sanità, Trasporti e Sviluppo. “Insieme, per un nuovo inizio”, era il titolo dell’evento, tappa del “percorso di costruzione dell’alternativa” per il governo della Regione, con “proposta politica condivisa”, alla presenza di Mario Ciarla (capogruppo dem in Regione Lazio), Daniele Leodori (segretario regionale dem), Claudio Mancini (deputato e responsabile enti locali Pd Lazio) e Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd (con la partecipazione, tra gli altri, del direttore dello Svimez Luca Bianchi e del Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta). “La destra ha fallito e i dati presentati in questa occasione lo confermano senza ambiguità”, diceva Leodori citando le analisi Svimez sull’abbandono delle aree interne, i dati Ifel sul Pnrr e quelli Gimbe che vedono “un 12 per cento di cittadini rinunciare a curarsi” e il Lazio “tra le ultime regioni per utilizzo dei fondi europei”. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo appunto l’asperità del campo largo e a larghezza variabile, come si è visto in Aula ieri, e proprio sulla riforma che dovrebbe lanciare Roma nell’empireo delle capitali europee. La via verso la concordia, insomma, è più che mai impervia, anche se i dem hanno recentemente riconquistato, in campo larghissimo, comuni a lungo in mano al centrodestra: Civitavecchia, Palestrina, Anzio, Nettuno, Tarquinia e Ceccano. Basterà al Pd lo slogan “il Lazio della destra è senza visione e senza direzione, e questo non è più accettabile, non lo meritano le cittadine e icittadini”? O l’invocazione “si rimettano al centro gli investimenti”? E basterà la foto di via dei Frentani per navigare, poi, tra i niet degli oltranzisti ambientali o della decrescita (citofonare M5s e Avs)?