Carta d’identità, l’odissea continua tra agenzie private e allarme per dati e privacy

Chi si affida ai privati (a pagamento), chi agli open day e persino alle "Notti bianche". Incubo "agenda Cie"
12 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 04:32
Immagine di Carta d’identità, l’odissea continua tra agenzie private e allarme per dati e privacy

Foto ANSA

La chiamano “buco nero”, “discesa agli inferi”, “odissea”, “avventura kafkiana”, “incubo”, la circostanza in cui molti cittadini romani si sono trovati negli ultimi anni: carta d’identità scaduta, necessità di rinnovarla in fretta o anche non in fretta; di rinnovarla e basta o di farla rinnovare a suocera, cognato, nipoti, parenti, per dirla con la vecchia canzone degli Zero assoluto. Ed era quasi sempre zero assoluto anche per la possibilità di trovare uno slot di prenotazione online sul famoso (e famigerato, a seconda dei punti di vista, portale di prenotazione online, anche detto “agenda Cie”). Mesi, anche molti mesi senza disponibilità, era il destino — da cui l’urgenza di lanciare gli open day (con fila e, spesso, nuova impossibilità). Ed ecco che, il 13 dicembre del 2025, è arrivata la “notte bianca” delle carte d’identità, con sportelli anagrafici aperti fino a mezzanotte nei municipi che si erano dati disponibili per cercare di dare risposta ai cittadini che temono la mannaia del 3 agosto 2026, giorno in cui la carta d’identità cartacea diventerà un oggetto vintage inutilizzabile. “La buona riuscita della Notte Bianca delle Cie”, aveva allora dichiarato l’assessore alle Periferie, Pnrr, Decentramento e Città dei 15 minuti Pino Battaglia, “dimostra l’importanza di implementare la nostra capacità di risposta ai bisogni dei cittadini”.
Solo che il sistema non si è mai sbloccato, nel senso che l’impresa, per chi deve ancora rinnovare, si fa sempre più ardua, nonostante gli open day vengano periodicamente annunciati (il prossimo è previsto nel weekend del 14 e 15 marzo). E dunque, di fronte allo scenario fosco, c’è chi ha deciso di rivolgersi ad agenzie private, pubblicizzate spesso online, che – a pagamento – fanno da tramite per far ottenere l’appuntamento e riescono là dove il comune mortale si arena desolato. Ma come riescono e come fermare questo sistema parallelo, risolvendo però intanto il disagio dei cittadini? Il Comune, sottolineando che, comunque, la piattaforma Cie è nazionale e non locale, affronterà il problema in seno alla commissione Statuto e Innovazione tecnologica, il 27 marzo, con focus sui rischi per la privacy e la sicurezza informatica, visto che i cittadini che si affidano a queste agenzie condividono dati personali. L’odissea si sposta dunque sul fronte telematico: quali sono le agenzie buone e quelle cattive (ci sono anche infatti agenzie “regolari” che aiutano i non informatizzati)? Intanto, per chi si mette in mare, resta pur sempre un’odissea.