Giovanni Caudo è presidente del III municipio capitolino ed ex assessore all’Urbanistica della giunta di Ignazio Marino (LaPresse) 

Roma Capoccia

Caudo: “Calenda non vuole fare il sindaco, usa Roma come uno spot”

Gianluca Roselli

"Le primarie sono lo strumento migliore per tutti. La Raggi? L’unica strada possibile qui è una convergenza al secondo turno". dice al Foglio il presidente del III municipio capitolino

Procedere spediti verso le primarie del centrosinistra, da tenersi entro il 10 luglio, anche in presenza, con dei gazebo all’aperto. Organizzare subito una task force all’interno del Campidoglio per mettere in campo progetti per la città all’interno del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza), per non farsi trovare impreparati quando i soldi del Recovery arriveranno anche a Roma. Fare due chiacchiere con Giovanni Caudo, presidente del III municipio capitolino ed ex assessore all’Urbanistica della giunta di Ignazio Marino, è sempre utile per capire da che parte tira la bussola del centrosinistra in città. Ieri, per esempio, per il Pd romano non è stata una giornata facile: si è dimesso da presidente del consiglio comunale Mauro Buschini in seguito alle polemiche sulla “concorsopoli” in Regione. “Una brutta vicenda che rischia di allontanare ancor di più i cittadini dalla politica. Anche se non ci sono illegalità, il Pd romano ci fa una pessima figura…”, dice Caudo. Anche se poi, in Campidoglio, sono i 5 Stelle a essere nella bufera per la parentopoli che ha visto l’assunzione di compagne e fidanzati da parte degli assessori pentastellati. “Non ho sentito una parola di scuse da parte di Virginia Raggi…”, sospira Caudo.

 

Ma torniamo alle elezioni. “Enrico Letta ha fatto bene a sospendere tutto: il segretario è lui e quella di Gualtieri era sembrata una fuga in avanti da parte del Pd locale. Ora, se il candidato ufficiale del partito sarà l’ex ministro dell’Economia, ben venga, a patto che partecipi alle primarie, che sono state benedette anche da Letta. Certo, però, che tutta questa vicenda è sintomo di un ritardo con cui il centrosinistra sta affrontando la sfida per il Campidoglio. Anche se poi vedo che, complice il rinvio all’autunno, nelle altre città al voto (a parte Milano dove c’è Beppe Sala) avviene lo stesso. Ma a Roma il tempo è scaduto”. Vi siete fissati, qui, con le primarie. “Personalmente lo considero lo strumento migliore non solo per far emergere il candidato della coalizione, ma per mettere a confronto programmi e progetti per Roma. Le primarie sono una ricchezza per tutti: chi vince avrà una forza politica maggiore e inoltre potrà pescare anche tra le idee dei candidati sconfitti. Quelle che ritiene valide, se vorrà, potrà intestarsele e portarle avanti”. Bello, ma Carlo Calenda proprio non le vuole. “Mi dispiace per lui. E questo mi fa pensare che il leader di Azione non desideri davvero fare il sindaco di Roma, ma punti a incassare un buon risultato al primo turno per poi giocarselo a livello nazionale”. Letta ha detto chiaro, anche nell’incontro con Giuseppe Conte, che vuole perseguire l’alleanza coi pentastellati.

 

A Roma, però, c’è sempre la Raggi. Qualcuno l’ha definita una “pietra d’inciampo” in questo percorso. “L’unica strada possibile qui è una convergenza al secondo turno. L’attuale sindaca, se pensa di aver fatto bene, ha tutto il diritto di candidarsi e i sondaggi la incoraggiano a farlo. Detto questo, non credo possa arrivare al ballottaggio, dove invece centrosinistra e M5S potranno convergere. Il dialogo con loro, però, deve iniziare prima”, spiega Caudo. La città, intanto, anche per il Covid, sembra sempre più depressa. “Di più. Roma sta vivendo una profonda crisi economica con un Pil al di sotto della media nazionale, aziende che fuggono e giovani che vanno a cercar fortuna altrove. Dopo la crisi 2008-2011 si sono trovate soluzioni poi rivelatesi delle semplici scorciatoie: invece di produrre ricchezza c’è stata una redistribuzione della povertà. Nel post-pandemia la vera sfida sarà decidere su come campare, quale ricchezza produrre, perché la soluzione non potrà più essere aprire un locale di pizza al taglio o affittare su airbnb la casetta ereditata…”. Ora ci sono 12 mila stanze vuote in centro. “Entro le mura aureliane vivono 150 mila residenti su 2 milioni e 800 mila complessivi. Un milione e 100 mila stanno oltre il Gra. Ripopolare il centro storico - la vera città dolente - sarà fondamentale, perché gli uffici in parte torneranno, ma mai come prima. E poi occorre individuare altri ‘turismi’ su cui puntare, a partire da quello culturale, quello legato agli eventi cittadini, e il turismo congressuale. Perché l’invasione di massa mordi e fuggi vista negli ultimi anni non solo è deturpante per la città, ma porta poco in termini di ricchezza economica”. Primarie entro il 10 luglio, dunque? “A breve il Pd indicherà il candidato ufficiale. Subito dopo il processo potrà partire con l’individuazione delle regole e l’accettazione delle candidature. Così avremo davanti un paio di mesi per parlare del futuro della città. Finalmente”.