Raggi oltre Conte (nel giorno di Draghi)

Forza Italia non vuole che Raggi faccia "passerelle in Parlamento", la Lega attribuisce lo slittamento alla crisi di governo
4 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 05:22
Immagine di Raggi oltre Conte (nel giorno di Draghi)
“Questa è la capitale di tutti gli italiani, la riforma dei poteri è fondamentale”, ha detto ieri il sindaco Virginia Raggi al Messaggero, durante un forum per i 150 anni di Roma Capitale. E ha fatto appello al governo “che verrà”, presentando il tema come tema unitario, di tutti e non “dei partiti in cerca di visibilità”. Antefatto: da circa un anno in Parlamento è fermo un ddl costituzionale sui poteri di Roma a prima firma M5s. Raggi dice: non siamo gli unici ad averlo firmato, anzi. Altro antefatto: a fine 2020, si era registrata la convergenza di Raggi e Giorgia Meloni sul tema, tanto che la presidente di Fratelli d’Italia aveva scritto al sindaco una lettera in cui “confermava” la disponibilità “a collaborare e a offrire un contributo per il bene di Roma Capitale e dei romani”. E però segnalava “l’estremo ritardo” con il quale si arrivava “a proporre l’istituzione di un tavolo di confronto sui poteri speciali e le risorse”.
Il sindaco aveva allora recapitato un’accusa velata al governo Conte: “Nel 2020 nessun provvedimento speciale per Roma, per quanto fosse stato chiesto e presentato come necessario. E la Legge di Bilancio non ha visto al suo interno precisi impegni”. Si è arrivati così all’oggi, cioè a due giorni fa, e alla data in cui si sarebbe dovuta svolgere la prima seduta sul tema dei poteri e delle risorse in commissione Affari Costituzionali della Camera. E però la seduta è saltata, per veto di Forza Italia, con la motivazione che far andare in Parlamento, a fine mandato, la prima cittadina che è anche in corsa per il bis, sarebbe stata soltanto “una passerella”, buona per nascondere i problemi irrisolti. A quel punto il M5s ha gridato al “colpo di mano”, mentre la Lega ha attribuito lo slittamento della seduta alla concomitanza avversa (crisi di governo). Ma Raggi è parsa decisa a girarla a proprio vantaggio, la concomitanza avversa, se è vero che, nel giorno di Mario Draghi, si è lanciata in un “sto lavorando sui temi”.