Odo romani far festa
Più gialli che rossi. Roma tra Tom Cruise e l'alta cucina
Sul set di Mission Impossibile, l'attore sfreccia in 500 d’epoca attorno alla Barcaccia del Bernini. Il Tufello si tinge per Gigi Proietti
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28 NOV 20

ANSA/MASSIMO PERCOSSI <br />
Una 500 d’epoca, gialla come il colore del Lazio sotto il Covid, sfreccia in una piazza di Spagna deserta e assolata alle luci del mattino. Gira più volte e velocemente attorno alla Barcaccia del Bernini per poi fermarsi e far scendere Tom Cruise e Hayley Atwell più stravolti che mai. I due attori bevono un po’ d’acqua, risalgono subito nell’abitacolo e via, di nuovo, di corsa, ai Fori Imperiali, altra location di “Mission Impossible 7”che li vede protagonisti. Con i suoi effetti speciali il cinema riesce a non fermare le imprese dell’agente Ethan Hunt neanche sotto pandemia.
Cruise ama l’Italia e il nostro cibo, al panino sul set preferisce il ristorante. In quello stellato di Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello, “All’Oro”, si cucinano piatti nel rispetto del gusto e dei clienti, visto che è il primo ad aver adottato un sistema di controllo dell’aria indoor. Il Gambero Rosso ha presentato online la sua guida ai ristoranti e i migliori, da queste parti, sono Glass Hostaria di Cristina Bowermann e l’Imago dell’Hotel Hassler. I video realizzati dall’attore Paolo Camilli su Instagram sono oramai cult, ma quello in cui cucina interpretando lo chef marchigiano Benedetto del format “Fatto a Caso”, è esilarante.
Ciò che conta è “Mangiare senza sprecare”, ci viene ricordato al webinar dell’Ambasciata di Svezia da Karin Fritz della Swedish Food Agency, ma soprattutto “continuare a essere ottimisti”, dice Vittorio Bo, direttore della 15esima edizione del National Geographic Festival delle Scienze in programma fino a oggi.
È davvero bello il murales realizzato da Lucamaleonte per Gigi Proietti al Tufello; lo è ancora di più “I manifesti d’artista”, la mostra en plein air con 20 manifesti realizzati da studentesse per promuovere i centri antiviolenza. In uno c’è scritto che “La lotta non è finita” e in effetti, a ben vedere, c’è ancora molto da fare.