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San Lorenzo a due mesi dalla morte di Desirée Mariottini

Gli spacciatori sono sempre lì come le baracche in via dei Lucani, il commissariato non ha agenti, però è vietato vendere birra

9 Dicembre 2018 alle 06:13

San Lorenzo a due mesi dalla morte di Desirée Mariottini

Foto LaPresse

Roma. Viene il dubbio che a uccidere Desirée Mariottini sia stata una birra. Non la droga comprata alla luce del sole a San Lorenzo, non il degrado sociale in cui hanno vissuto per mesi senza problemi gli spacciatori aguzzini che l’hanno attirata nello stabile di via dei Lucani per poi violentarla quando era già agonizzante. Non si spiega altrimenti perché, a quasi due mesi dalla morte della sedicenne di Cisterna di Latina e dalle promesse politiche fatte sul palco del cordoglio, l’unica cosa cambiata nel quartiere è che dal primo novembre è vietato consumare alcool all’aperto dopo le 21 grazie a una ordinanza con cui la sindaca ha risposto all’ondata di indignazione montata dopo la morte di Desirée e i reportage sul quartiere ostaggio del degrado. Risultato: la movida notturna è praticamente sparita e le strade storicamente affollate di studenti universitari ora sono un triste e desolante deserto dove, però, dopo il tramonto si può tranquillamente comprare hashish e cocaina in Piazza dell’Immacolata o eroina da fumare sotto gli alberi di Piazza di Porta San Lorenzo. “In un mese e mezzo abbiamo subito cinque controlli”, racconta Luca Cruciani che lavora in uno dei bar storici di via Tiburtina. E se non c’è modo di bersi una birra e fare due chiacchiere in strada, la gente scappa e San Lorenzo si svuota. “La sera fa impressione – continua Luca – il nostro volume di affari notturno è diminuito di quasi il 90 per cento”. Non accenna invece a diminuire l’emergenza rifiuti e il disastro del porta a porta contro cui i residenti protestano da anni. La sindaca Raggi, comparsa in diafana epifania durante una delle proteste contro il degrado, aveva assicurato che a fine ottobre sarebbe partito il nuovo servizio di raccolta già sperimentato al Ghetto, ma a oggi non è cambiato nulla. Come non si è visto il presidio militare in piazza dell’Immacolata che la sindaca aveva promesso.

 

In compenso San Lorenzo ha scoperto i “pattuglioni” del sabato sera con Polizia, Finanza e Carabinieri ad alternarsi ai posti di blocco per controllare auto in transito e livelli di alcool nel sangue dei guidatori. Che poi sono anche le uniche divise in più che i residenti hanno visto nonostante il ministro dell’Interno Matteo Salvini si sia precipitato qui nei giorni della morte di Desirée a far passerella e a promettere una maggior presenza dello stato. Ne sanno qualcosa al commissariato di Piazzale del Verano dove secondo i sindacati mancano undici ufficiali di polizia giudiziaria e si fa fatica anche a tenere aperto la notte l’ufficio denunce. Situazione che, in un territorio che conta 9 mila abitanti circa ma che ogni giorno fra lavoro e università riceve quasi 125 mila pendolari da fuori, difficilmente migliorerà a breve visto che il prossimo movimento di uomini previsti per la fine dell’anno porterà a Roma 15 nuovi agenti da dividersi fra i 49 commissariati cittadini. “C’è uno scoperto di organico pari in media al 30 per cento e i dirigenti sono costretti a fare i salti mortali per garantire l’operatività degli uffici e dei servizi su strada. Dai nostri calcoli a Roma mancano 1600 agenti”, commenta Antonio Patitucci segretario generale Silp Cgil Roma e Lazio. Salvini aveva promesso che sarebbe tornato con la mitologica e taumaturgica ruspa, ma davanti alle baracche fatiscenti di via dei Lucani non li ha più visti nessuno. Il Comune, invece, ha annunciato che a breve varerà un piano di riqualificazione urbana che passerà anche per il potenziamento dell’illuminazione pubblica. “Ma a parte le parole non abbiamo visto altro - commenta Rino Fabiano, assessore all’Ambiente del II Municipio e “sanlorenzino” doc – L’unica cosa che è stata fatta è stata la potatura degli alberi che in alcune vie ostruivano i lampioni e stavano entrando nelle finestre delle case. Ma ci ha pensato il Municipio”. Così, mentre il quartiere discute e si spacca sulla possibilità di riaprire al traffico veicolare una parte di piazza dell’Immacolata oggi troppo spesso bivacco di sbandati e spacciatori, San Lorenzo aspetta sconsolata, disillusa e semideserta. Però astemia.

Massimo Solani

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    09 Dicembre 2018 - 13:01

    Suvvia, non si può pretendere tutto e subito. Dopo quasi tre anni e quelli di prima che avevano affamato il popolo, per questo Natale sembrerebbe che siano riusciti a fare l’albero.

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