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"Niente inciuci, bisogna fare cadere la giunta di Zingaretti", dice Calabrese (M5s)

“Dobbiamo votare con la destra perché il governatore non dà risposte né ai cittadini né alle richieste del Campidoglio”

29 Novembre 2018 alle 11:00

"Niente inciuci, bisogna fare cadere la giunta di Zingaretti", dice Calabrese (M5s)

La Giunta Zingaretti (foto LaPresse)

Roma. “Il M5s dovrà votare la sfiducia a Zingaretti. Anche assieme al centrodestra. A noi non interessano accordi e accordicchi. Sono anni che Zingaretti non dà risposte né ai cittadini né alle richieste del Campidoglio”. Non c’è margine di trattativa. Pietro Calabrese, consigliere capitolino fedelissimo di Virginia Raggi non ha dubbi: i suoi colleghi in Regione devono votare la mozione di sfiducia al governatore Zingaretti presentata dal centro-destra e che potrebbe costare al candidato alla segreteria del Pd lo scranno da Presidente della Regione Lazio. Lo scorso 4 marzo, infatti, Zingaretti ha vinto, ma senza ottenere la maggioranza in Consiglio e così fino ad oggi si è andati avanti grazie a un patto d’Aula.

 

E se Zingaretti offrisse un accordo, magari cedendo anche un assessorato?

“A noi non interessano le poltrone, ma le esigenze di Roma. Al teatrino della spartizione diciamo di no”.

 

Quindi un “contratto” con il Pd sulla scia di quello con la Lega a livello nazionale è impensabile. Eppure sembra che al M5s siano stati offerti addirittura posti in giunta.

“E’ da quando ci siamo insediati che chiediamo a Zingaretti di collaborare sulle cose concrete. La sindaca lo ha incontrato più volte, ha aperto tavoli, ma per colpa della Regione è tutto fermo. Non c’è la volontà di risolvere le questioni più urgenti, dai trasporti ai rifiuti. La sua giunta continua a pensare a modelli medioevali come le discariche. Lo ripeto: non c’è alternativa alla mozione di sfiducia”.

 

Neanche se Zingaretti firmasse un accordo promettendo tutto quello che chiedete?

“Ha avuto sei anni di tempo per farlo, non è più credibile. Il Movimento cinque stelle nasce perché personaggi come lui erano, e sono, assolutamente non più credibili”.

 

Matteo Salvini, con il quale governate, lo è di più?

“Lo scenario amministrativo in Regione è completamente differente, con presupposti differenti: con l’attuale legge elettorale a livello nazionale non c’è mai un vincitore, in Regione sì. Al governo nazionale non potevamo che allearci con qualcuno. Fu persino fatta una proposta al Pd. Alla fine è nato un accordo con la Lega che non ha trovato il consenso di tutti i 5 stelle, ma che piano piano sta portando dei risultati”.

 

Cadesse Zingaretti, si andrebbe alle elezioni. Né la capogruppo Roberta Lombardi né molti altri consiglieri del M5s sarebbero ricandidati. Sono tutti al secondo mandato.

“Questo lo sappiamo da sempre, fa parte delle nostre regole interne. La politica per noi non è carriera. E’ chiaro che alcuni possono ritenere di essere più bravi di altri e se un mandato dura molto meno del previsto ci può essere del malcontento. E’ legittimo, ma la regola è inderogabile”.

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