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Viva Fendi

Ma chi l’ha detto che dev’essere tutto monnezza (fisica e artistica)? Ecco “Rhinoceros”. Ed è una favola

11 Ottobre 2018 alle 17:26

Viva Fendi

Basta cinghiali che corrono indisturbati sull’Aurelia o sulla Cassia, basta fenicotteri che svolazzano a Villa Borghese quando non sono nei film di Sorrentino, basta ratti e pantegane. Un sogno, certo, ma un cambiamento è possibile grazie ad Alda Fendi, presidente della Fondazione Esperimenti che porta il suo nome. “Da oggi arriva un rinoceronte bianco in via d’estinzione”, spiega, “un testimone vigile di un travaglio estetico pronto a buttare le ancore della conoscenza”. Se lo dice lei, che ha realizzato “Rhinoceros”, un safari dell’anima e dai bagliori di porpora per questa savana romana, c’è da crederci. L’enorme palazzo seicentesco – poco distante dall’Arco di Giano illuminato da Vittorio Storaro – è stato progettato e arredato dall’archistar Jean Nouvel, Leone d’Oro alla Biennale veneziana, tanto per restare in tema “animali d’eccezione”. Ventiquattro gli appartamenti con vista gestiti dall’albergatore spagnolo Kike Sarasola e dal marito Carlos – una coppia molto cool – tra blocchi d’acciaio, maioliche e il brand Caviar Kaspia sul roof top, debutto italiano dopo Parigi. Stasera, 10 ottobre,  l’inaugurazione con opere di Raffaele Curi, Vincent Gallo e tanti ospiti, accolti dalla scritta “Roma esisterà finché esisteranno gli uomini”, Raggi compresa. Al cocktail per RomaEuropa a Palazzo Farnese, erano tutti presi dal fascino del luogo e della regista Caroline Guiela Nguyen con l’ambasciatore Christian Masset. Al Vittoriano, Sgarbi e Bertinotti spiegavano i Pollock del Whitney Museum sdraiati sul divano. Riprendersi è stato possibile grazie a Isabella Rossellini. Davanti a un tè al Locarno, ci ha parlato dei suoi pulcini ordinati online, divenuti oggi 120 galline ospitate a Long Island, una storia diventata un libro “imperdibile”. “Non sono stupide”, spiega, “vivono in una società ideale, non ammettono intrusi ma tra loro c’è solidarietà”. La più bella? “L’Aurecana, truccata come Cleopatra”. Chi non la vorrebbe?

 

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