Raggi, le vacanze in Corsica e il terribile autunno che l’attende

Gianluca De Rosa

Roma. Ultimi giorni di fatiche per Virginia Raggi. La sindaca di Roma ha lasciato ieri la Capitale per dieci giorni di vacanza. Andrà in Corsica, pare, ma più certo è quello che l’attenderà al suo ritorno. Rifiuti maleodoranti, impianti di trattamento carenti, trasporti inefficienti e strade colabrodo. I problemi di Roma sono sempre gli stessi e ad ormai più di due anni dall’inizio del suo mandato le soluzioni sembrano lontane. Dall’autunno però l’agenda della Raggi è già scandita: a ogni mese il suo cruccio.

     

Settembre sarà probabilmente il periodo degli sgomberi. A Roma sono più di 100 le occupazioni abusive. Sedici furono inserite nel 2016 dall’allora commissario straordinario, il prefetto Paolo Tronca, in una lista da sgomberare urgentemente per ragioni di sicurezza. Lo sgombero del 24 agosto scorso – quello dell’immobile di via Curtatone, che suscitò lo sdegno internazionale per la sua brutalità –, però, portò l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti a emanare una circolare che stabiliva che nessuno sgombero potesse essere eseguito senza prima aver individuato soluzioni abitative alternative. Circolare che bloccò di fatto gli sgomberi, ma che oggi il successore di Minniti, Matteo Salvini, sembra intenzionato a superare. La sindaca lo sa e per questo, già in questi giorni, sta preparando gli sgomberi di settembre. Lunedì la polizia locale ha affisso un avviso a due immobili occupati a La Rustica e a San Basilio, intimando gli occupanti a lasciare gli immobili perché inagibili e insicuri, e invitandoli a presentarsi entro fine agosto agli uffici del Municipio per il censimento delle persone con fragilità.

   

A ottobre la sindaca affronterà invece il processo che la vede imputata per falso documentale. Il 23 ottobre sarà ascoltata dal giudice monocratico Roberto Ranazzi, il 10 novembre arriverà la sentenza. Secondo l’accusa Raggi avrebbe mentito alla responsabile capitolina Anticorruzione Maria Rosa Turchi in merito alla nomina di Renato Marra, fratello dell’allora capo del personale Raffaele, al vertice della direzione Turismo (con 20 mila euro di aumento di stipendio). “Una mia decisione”, secondo la Raggi, “Una decisione di Marra”, per i Pm. La sindaca temeva la condanna, ma ora, complice il buon esito delle prime udienze, ostenta ottimismo. La strategia difensiva la dipinge più come un’ingenua che come una bugiarda. Secondo i suoi legali si sarebbe limitata ad avallare la preferenza espressa per la direzione, come previsto dallo Statuto capitolino, dall’assessore competente (l’ex delegato al Commercio Adriano Meloni). Non sapendo che quella scelta fu suggerita a Meloni proprio da Raffaele Marra solo un’ora prima della scadenza dell’interpello per la nomina dei dirigenti. La Raggi, insomma, non avrebbe mentito, ma semmai sarebbe stata raggirata dallo scaltro ed esperto Marra (accusato per lo stesso fatto per abuso d’ufficio e chiamato come testimone della difesa nell’udienza fissata il 25 ottobre).

   

Novembre sarà il mese dei rifiuti. È per allora, infatti, che la Giunta grillina ha promesso di riuscire a completare il passaggio alla raccolta differenziata porta a porta nell'intero territorio dei municipi VI e X. Rispetto al cronoprogramma distrattamente sbandierato dall’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari si tratterebbe di un grave ritardo, ma sarebbe in ogni caso un grande risultato. Il VI e il X municipio insieme contano quasi 500 mila abitanti, sono due municipi periferici (Ostia e Tor Bella Monaca per capirci) e soprattutto sono i due territori in cui M5s fece incetta di voti nel giugno 2016, quando la Raggi fu eletta sindaco. Inoltre sarebbe il primo concreto passo avanti verso l’utopico obiettivo della raccolta differenziata al 70 per cento entro il 2021.

   

A dicembre, infine, arriverà la vera patata bollente: Atac. Il 19 dicembre, dopo l’ok del tribunale fallimentare, toccherà ai creditori della municipalizzata votare il piano concordatario. Se le condizioni di ristoro proposte saranno accettate, Atac  potrà ripartire alleggerita dal debito. In caso contrario, l’azienda sarà costretta al fallimento.  Un altro passo importante su Atac avverà un mese prima, a novembre, quando si voterà il referendum radicale (oggi in Aula Giulio Cesare sarà approvato il regolamento per lo svolgimento del referendum).

   

Sullo sfondo, senza tempo, la vicenda dello stadio. Le indagini della Procura di Roma sono ancora in corso. Difficile che possa evitare il rinvio a giudizio il “Mr Wolfe” del Campidoglio, l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone, premiato da Raggi con la nomina proprio per aver risolto il nodo Stadio e finito al centro dell’inchiesta sul ‘sistema Parnasi’. Intanto, l’iter amministrativo è congelato.

    

Insomma, l’autunno per la sindaca sarà un periodo tutt’altro che facile. Raggi, però, dopo l'insediamento del governo pentaleghista sembra aver trovato nuovo slancio. Saranno i 125 milioni di avanzo che il ministro Tria le ha sbloccato per fare investimenti, riversati nell’assestamento di Bilancio. Sarà Di Maio che ha annunciato di riaprire il tavolo per Roma. Sarà Toninelli che promette di aiutare Atac (intanto grazie alla convenzione Consip sono stati acquistati 227 bus). Ma la Raggi dell’era gialloverde appare tutta ringalluzzita. In Campidoglio si è rivisto addirittura Alfonso Bonafede, ex balia della sindaca. Sorrisi e abbracci. Per le soluzioni, aspettiamo l’autunno.

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