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di Camillo Langone

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Commemorare i defunti è il contrario della cancel culture

Oggi 2 novembre si commemorano milioni di maschilisti, di omofobi, di razzisti. I cimiteri sono una grande, silenziosa sacca di resistenza alla cancellazione culturale. Infatti Nick Cave ha detto che “la cancel culture è l’antitesi della compassione”, del sentimento alla base del Giorno dei Morti
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2 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 05:00 AM
Immagine di Commemorare i defunti è il contrario della cancel culture

Caspar David Friedrich, L&rsquo;ingresso del cimitero, 1825&nbsp;<br />

Cancellare la cultura significa cancellare il passato. Cancellare il passato significa cancellare i morti. Oggi 2 novembre si commemorano milioni di maschilisti, di omofobi, di razzisti. I cimiteri sono una grande, silenziosa sacca di resistenza alla cancellazione culturale, sono pieni di persone che hanno cantato “Tripoli bel suol d’amore” e “Faccetta nera” e anche se non tutti i nostri avi furono colonialisti certo furono tutti specisti. La sepoltura stessa è antiambientalista e forse antropocentrica, infatti è in declino e criticata dai moralizzatori, più favorevoli alla cremazione che è cancellazione totale, iconoclastia assoluta. Acutamente Nick Cave ha detto che “la cancel culture è l’antitesi della compassione”, dunque del sentimento alla base del Giorno dei Morti. Chi oggi commemora i defunti, chi oggi va al camposanto è il contrario di un cancellatore, è un perpetuatore. Un fiore, una preghiera: ecco la cultura.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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