Preghiera

Stroncare stanca

Camillo Langone

Davide Brullo raccoglie le sue stroncature in un libro omonimo che conferma vecchie intuizioni. Non smetta mai: un glorioso filone giornalistico senza di lui rischia di estinguersi

Ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma che qualcuno deve pur fare, tipo raccogliere pomodori. Ci sono lavori che io non voglio più fare, ma che qualcuno deve pur fare, tipo scrivere stroncature. Per anni ne ha scritte tante Davide Brullo e oggi le raccoglie in un libro che non può che intitolarsi “Stroncature” (Gog). Gliene sono grato perché conferma tutte le mie intuizioni.

 

Di Paolo Cognetti, Maurizio De Giovanni, Paolo Di Paolo, Marco Missiroli, Federico Rampini, Carlo Rovelli non ho mai letto una riga e “Stroncature” mi dà ragione, fornendo le prove della mia superiore perspicacia. Purtroppo anche Brullo vuole smettere: “Dopo aver disintegrato i falsi idoli è bene tornare al deserto e cercare Dio”.

 

Lo capisco molto bene, non c’è confronto tra Altissimo e mediocri e lo so che stroncare è un lavoro pericoloso, faticoso (anche se meno di raccogliere pomodori), oltre che un’assurda perdita di tempo (io ho smesso per questo), ma prego che ci ripensi, sostituti non ce ne sono e un glorioso filone giornalistico senza di lui rischia di estinguersi.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).