Voglio una vita come Tommaso Paradiso

Camillo Langone

Io non invidio nessuno salvo lui (ammirarlo faccio fatica, per chi ascolta Colin Stetson è difficile entusiasmarsi musicalmente per il cantante romano)

Il paradiso in terra è essere Tommaso Paradiso. Io non invidio nessuno salvo lui (ammirarlo faccio fatica, per chi ascolta Colin Stetson è difficile entusiasmarsi musicalmente per il cantante romano, specie in quest’ultima sua epifania al fianco di, ehm, Fabri Fibra). “Dove sei, l’estate comincia adesso…” è il ritornello ruffiano di “Pamplona” ed è il richiamo delle antiche canzoni da spiaggia e ci vuole un’invidiabile faccia da schiaffi per lanciarlo oggi come se niente fosse. E Paradiso l’invidiabile faccia da schiaffi ce l’ha, e nel video ci ha pure, visione edenica a partire da 0:54, due invidiabili ragazze in bikini alquanto ridotto che gli si strusciano addosso.

Manuel Agnelli, che forse è più bravo ma di sicuro è meno divertente e meno estivo, dice che è peggio di Venditti. Vorrebbe essere un’accusa sanguinosa ma è l’inizio di un complimento. Paradiso nel paradiso degli anni Ottanta ci è nato e miracolosamente continua a viverci: non solo profuma di Venditti ma anche di Tozzi e dei Vanzina e dunque di Isabella Ferrari e Marina Suma. Chiamalo scemo. Giovane borghese di molto ben protesi nervi, romantico come piace alle donne, refrattario ai problemi sociali come piace a me, il suo non è ottimismo della volontà, è ottimismo della realtà: molto evidentemente gli va tutto benissimo e una porzione di questo benissimo è la capacità di trasformare in oro una canzonaccia con una musicaccia e tante parole a vanvera e Fabri Fibra che non si toglie dai piedi. Voglio una vita come Tommaso Paradiso. O almeno un’estate, la prossima.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).