Donnarumma lascia Fs. Se l’addio di Vannacci è stato il fallimento politico di Salvini, le dimissioni dell’ad sono quello gestionale

La decisione annunciata ai vertici del management del gruppo dopo un ultimo faccia a faccia con il vicepremier leghista. Fonti Mit fanno filtrare: dimissioni concordate, ora può partire la fase 2 dell'azienda

25 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 11:16
Immagine di Donnarumma lascia Fs. Se l’addio di Vannacci è stato il fallimento politico di Salvini, le dimissioni dell’ad sono quello gestionale

Foto ANSA

Dopo Roberto Vannacci che lascia la Lega e fonda Futurno nazionale, dopo Matteo Pandini che preferisce curare la comunicazione di Enav a quella di Salvini. La nave del vicepremier leghista subisce l’ennesimo ammitinamento: l’ad Stefano Donnarumma rassegna le sue dimissioni da Ferrovie dello Stato.
Questa mattina l’ormai ex ad delle Ferrovie aveva incontrato il vicepremier e ministro dei Trasporti per un ultimo faccia a faccia. Subito dopo Donnarumma ha convocato le prime linee del management del gruppo per annunciare le sue dimissioni. Donnarumma, nei prossimi giorni "chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni", fanno sapere fonti del Mit dopo l'incontro con Salvini. Il quale – affermano da ministero – "ha ringraziato l'a.d per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti Fs che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell'azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall'interno". 
Il rapporto con il leader del Carroccio era teso da tempo. Come scriviamo qui, Donnarumma si era detto contrario all'idea di Salvini di sostituire Aldo Isi, l’ad di Rfi. Inoltre, già da mesi il ministro era in cerca di un cambio di passo per i disservizi sulle ferrovie. Tanto da spingere Salvini a voler avvicendarlo con Gianpiero Strisciuglio, oggi ad di Trenitalia. 
Se l’addio del generale al Carroccio aveva rappresentato il fallimento della strategia politica del segretario legista, se quello dell’ormai ex portavoce (presentato con un arrivederci consensuale) mostrava le difficoltà nella comunicazione del fu capitano, le dimissioni del capo delle Ferrovie indicano il fallimento gestionale e amministrativo di Salvini alla guida del ministero dei Trasporti.