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Il Vangelo di Crosetto: “Safe indispensabile”. Citofonare Giorgetti
Il ministro della Difesa è ecumenico, ma rilancia la necessità degli investimenti militari. Dal ministero intanto trapela irritazione per il pasticcio in Senato. Guerini: "Una politica responsabile chiederebbe una vera discussione in Aula. E infatti nessuno la chiede”
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21 MAY 26

Foto Ansa
Per parlare del Safe si affida ai testi sacri. “Cito il Vangelo. Dai frutti lo riconosceremo”. Rilancia sulle spese militari: “Sono assolutamente indispensabili”. Ma di nuovo, dopo le lettere spedite al Mef, ribadisce: “Decide Giorgetti”. Il ministro dell’Economia “lo sento tutti i giorni, parlo più con lui che con mia moglie”. E’ ecumenico Guido Crosetto, o almeno ci prova, quando parla degli investimenti in Difesa ma anche del pasticcio che la sua maggioranza ha messo in piedi due giorni fa in Senato, su Nato e 5 per cento. Lo è di meno su Israele, sul video postato da Ben Gvir, che “dovrebbe vergognarsi”. Poco prima era arrivata la durissima presa di posizione di Giorgia Meloni, per il trattamento “lesivo della dignità umana” riservato agli attivisti della Flotilla, “per il totale disprezzo riservato al governo italiano”. Palazzo Chigi “pretende le scuse” e il ministro Antonio Tajani convoca l’ambasciatore israeliano. Interviene nel pomeriggio anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare il “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. Sono flash di una giornata che segna una nuova distanza tra il governo e Gerusalemme, seppur tardiva secondo le opposizioni che vanno all’attacco.
Sul fronte interno invece tiene banco, ancora, il tema delle spese militari. Su cui la sponda più convinta per Crosetto è ormai quella di Azione, che durante il question time chiede conto del Safe al ministro . L’impasse tuttavia non si sblocca, l’incertezza permane, al netto della volontà del titolare della Difesa che rilancia la necessità degli investimenti pur evitando grandi strappi. “No alla contrapposizione con le spese energetiche”, è l’invito di Crosetto mentre si continua a trattare con Bruxelles, dopo la lettera di Meloni. Usare il Safe per l’energia? “No, ma l’Europa può concedere di uscire dai parametri del Patto di stabilità per tutto ciò che è ritenuto importante. Faccio un ragionamento da ministro della Difesa e da cittadino”. Si può fare l’uno e l’altro, suggerisce dunque Crosetto. Anche se, sulle spese militari, un’altra volta rimanda al Mef, a Giorgetti, “le ulteriori determinazioni di carattere finanziario e attuative che concernono le modalità di adesione”, per il prestito agevolato di quasi 15 miliardi di euro. Assai impopolare di questi tempi e su cui la maggioranza non suona all’unisono, come si è visto con le mozioni in Senato.
Ancora ieri Massimiliano Romeo, il capogruppo della Lega, è tornato a dire che “raggiungere il 5 per cento non è una cosa da poco, quindi modularlo rispetto all’andamento dell’economia mi sembra una cosa di buon senso. Sappiamo benissimo che ci sono sensibilità diverse all’interno della coalizione”. Parlava del pasticcio della mozione in Senato, della manina senza responsabili, di cui il Carroccio è l’indiziato numero uno – pur rimandando qualche sospetto nel campo forzista. In ogni caso per la maggioranza non è stato un bel vedere. “Non mi pare”, prova a minimizzare Crosetto rispondendo ai cronisti in Transatlantico. “La mozione è unica ed è stata approvata. Per non citare solo il Vangelo: ‘Rigore è quando arbitro fischia’, diceva Boskov”, aggiunge il ministro affidandosi al grande allenatore. Ma da fonti della Difesa trapela comunque una certa irritazione nei confronti della Lega che avrebbe rivendicato in qualche modo la scivolata di Palazzo Madama: “Contenti loro, non ci fanno certo una bella figura”.
La strada migliore, secondo Crosetto, sarebbe quella di un confronto vero tra maggioranza e opposizione: “La difesa richiederà scelte sempre più difficili. Vorrei che il dibattito potesse avvenire all’interno del Parlamento”. E non solo sul Safe, ma su tutto quello che attiene alla sicurezza in tempi di crisi e di guerre. Ci sarebbe anche la riforma delle Forze armate, che il ministro ritiene necessaria ma difficilmente vedrà la luce: senza risorse è complicato. A fine giornata a Crosetto resta comunque la sponda del suo predecessore al ministero, il dem Lorenzo Guerini dice al Foglio: “Una politica responsabile chiederebbe una vera discussione in Aula. E infatti nessuno la chiede”. Certe divisioni valgono a destra quanto a sinistra.