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Il pasticcio sulle spese militari e la difficile mediazione sul fine vita
Nel documento presentato dal centrodestra sui riflessi economici connessi alla sicurezza energetica è stato cancellato il punto incriminato che chiedeva di promuovere "una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento)". L’opposizione attacca: “Sono allo sbando”. Sullo sfondo restano le frizioni tra Crosetto e Giorgetti
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20 MAY 26

Foto Ansa
Manine e retromarce. Il ministro Luca Ciriani allarga le braccia, fa quel che può: “Il Parlamento è sovrano”. Poco più in là, il leghista Massimiliano Romeo sorride, di gusto. E’ appena finita la riunione di maggioranza, quella convocata per cercare una mediazione (difficile) sul fine vita. Ma a tenere banco tra i corridoi del Senato è il pasticcio sulla mozione di maggioranza: si discuteva di energia ed economia, ma nel documento presentato dal centrodestra, al punto 8, si scriveva, si chiedeva al governo di “mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento)”. Al ministero della Difesa ieri mattina, prima ancora che il caso montasse, rispondevano così: “Non l’abbiamo ancora vista”. Era forse soltanto un tentativo di allontanare le polemiche – ché se davvero dalle parti Guido Crosetto non sapevano nulla, sarebbe forse anche peggio. Ma aiuta a fotografare bene il momento e gli affanni della maggioranza. Che poco dopo è corsa ai ripari. E’ arrivato l’intervento del governo, l’ordine di sbianchettare il punto incriminato facendo rientrare la situazione.
Nella Lega c’è chi gongola. Romeo, appunto, sorride. Com’è andata? “La mozione ce l’ha inviata FI”. E’ a prima firma Craxi. E poi? “Noi, con Claudio Borghi, abbiamo rivisto delle piccole cose, due limature”, risponde il leghista. C’è anche chi invoca manine e doppiogiochisti, nessuno in chiaro si assume la responsabilità. Craxi che dice? Si smarca: “Come ci è entrato quel 5 per cento? Non lo so. Sono appena rientrata”. Alla fine la maggioranza, a rischio cortocircuito, ci ripensa, torna indietro. L’opposizione attacca: “Sono allo sbando”. Anche dalle Lega intanto concedono, lo dice pure Borghi che “ieri si parlava di energia. Per le spese militari ci sarà tempo di discutere”. Sullo sfondo restano le frizioni tra Crosetto e Giorgetti, la lettera di Meloni all’Ue. In questo clima la maggioranza ha cercato di riaprire l’iter della legge sul fine vita, in cerca di una mediazione da sottoporre all’opposizione. Nella riunione di maggioranza non sono mancate le tensioni, qualcuno ha alzato la voce. Si decide, su spinta di FI, di riaprire agli emendamenti sul testo di maggioranza, Zanettin-Zullo. Il nodo resta sempre il Servizio sanitario, che FI vorrebbe includere, ma i meloniani no. I forzisti pensano anche al medico di base, come via di compromesso. Ma non sarà facile. Il 3 giugno in ogni caso si voterà per il testo Bazoli del Pd, che tenta i forzisti. Senza una sintesi, o un espediente per rinviare il voto e tornare in commissione, la maggioranza rischia di farsi male.