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Giachetti (Iv) si incatena in Aula: "Qui finché la maggioranza non sblocca la Vigilanza Rai"
Dopo il suo intervento alla Camera, il deputato di Italia Viva, già in sciopero per la fame, ha deciso "di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai. Mi autosequestro nella casa della democrazia"
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15 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:28 PM

Ufficio stampa Italia Viva
"Contro il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete". Lo ha detto Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, in un intervento nell'Aula della Camera al termine del quale si è ammanettato al proprio banco parlamentare. "Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai, nella maggioranza nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia. Ho allora deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai", ha concluso.
ll deputato è "guardato a vista" da un assistente parlamentare presente all'interno dell'emiciclo per garantire un "presidio medico" per qualunque eventualità, infatti è stato già visitato dal medico della Camera. Dopo aver avuto un colloquio con il parlamentare di Italia Viva, il questore di Fratelli d'Italia Paolo Trancassini ha detto al Foglio: “Sono andato là per amicizia personale ma non siamo entrati nel merito di nessuna questione. Dopo di me è entrato il medico e l’ha visitato. Sta bene. Lo sblocco alla Commissione vigilanza? Se ne occupa il partito penso, non io personalmente”. Dalla Camera fanno sapere che la priorità per ora è la salute di Giachetti e hanno disposto un medico e un’ambulanza. Inoltre i test indicano valori discreti, ma il deputato non è in forma perché appunto è al dodicesimo giorno di sciopero della fame. Montecitorio ha detto che ci sono due assistenti parlamentari dentro l’aula che lo sorvegliano e se dovesse esserci bisogno andrà il medico.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha incontrato il deputato di Iv in Aula esprimendo la sua apprensione e sincera preoccupazione per il protrarsi dello sciopero della fame e della sete e l'auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione. “È venuto a sincerarsi delle mie condizioni e gli ho raccontato un po’ dei miei acciacchi. Solo discorsi privati ma molto cordiale”, ha detto Giachetti dopo il colloquio: “Mi perdo il derby domenica”.
La protesta di Giachetti nasce dal fatto che è da quasi venti mesi che la commissione parlamentare è bloccata e il presidente Rai non viene nominato. Pochi giorni fa, su questo giornale, il deputato di Italia Viva aveva scritto che "siamo di fronte a una condizione di oggettiva illegalità istituzionale". La paralisi della Vigilanza è "una situazione che non ha precedenti per durata e per gravità. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Non si tratta soltanto di un indebolimento della qualità dell’offerta – pure evidente, tra programmi cancellati e strategie editoriali incerte – né della perdita di centralità in ambiti rilevanti, come i grandi eventi sportivi. Il danno più profondo è quello reputazionale: si incrina la credibilità stessa del servizio pubblico, che dovrebbe rappresentare un presidio di equilibrio, autorevolezza e pluralismo". Giachetti ha poi aggiunto che "a rendere ancora più allarmante questa situazione è il fatto che sia stata esplicitamente richiamata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella". E ha spiegato che gli obiettivi dello sciopero della fame "sono precisi: sbloccare immediatamente la paralisi della Commissione di vigilanza; procedere alla nomina del presidente della Rai; riattivare il dibattito sulla riforma della governance del servizio pubblico, anche alla luce delle normative europee già in vigore".
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