Sembra uno scioglilingua ma è la fotografia perfetta del momento in cui ci troviamo. Per fare pacificamente la festa a Trump, senza farsi fare invece la festa da Trump, bisogna avere il coraggio di festeggiare con forza l’Europa, di celebrarla per quello che è, per quello che è stata, per quello che sarà, per quello che difende, per quello che ci può offrire nell’unica partita che oggi conta davvero: la difesa delle libertà.
L’incontro tra Marco Rubio e Giorgia Meloni ieri è andato come è andato. Qualche tentativo di Rubio, simpatico ma non sappiamo quanto efficace, di cercare punti di contatto con l’Italia, un’Italia che il suo capo ufficio, Donald Trump, ha preso a schiaffi nelle ultime settimane con un’intensità seconda solo agli schiaffi mollati da Trump al Pontefice. Rubio, in mattinata, poco prima di ricevere l’albero genealogico dei suoi avi piemontesi, un discendente italiano non si nega a nessuno, ha fatto sapere di amare l’italiano, di trovarlo molto simile allo spagnolo, di essere arrivato al punto di capirlo e a un passo dal parlarlo. E’ possibile che Rubio capisca qualcosa di italiano, in bocca al lupo. Ma non sappiamo se la sua Amministrazione, Rubio compreso, abbia capito (a) la ragione per cui gli italiani, Meloni compresa, non capiscono gli americani e (b) la ragione per cui il trumpismo ha creato con l’Italia un solco difficilmente rimarginabile (forse rimarginabile solo con un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali:
Make Azzurri Great Again, come direbbe il nostro Minuz). Guerre commerciali, protezionismo, dazi, minaccia di invadere la Groenlandia, europei trattati come parassiti, sostegno ai movimenti di estrema destra, tentativo di dividere l’Europa, desiderio di indebolire l’Ucraina, triangolazione forsennata con la Russia, infrastrutture umanitarie indebolite nell’Africa centrale, con tutte le conseguenze possibili sull’afflusso di migranti nel continente, indifferenza rispetto alla guerra ibrida della Russia, europei costretti a pagare l’America per garantire armi all’Ucraina, umiliazione dei soldati italiani morti nella guerra in Afghanistan, guerre condotte con superficialità in zone sensibili per l’Europa, prezzi che si alzano a causa di quelle guerre, minacce di uscita dalla Nato, minaccia di allontanare i soldati americani dall’Europa e così via.
Meloni, da parte sua, potrà cercare anche di trovare nuovi punti di contatto con l’Amministrazione trumpiana, sperando che in caso di viaggi in America la premier non candidi nuovamente Donald per un Nobel per la Pace.