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Bonafé (Pd): "Sulla legge elettorale se la destra vuole collaborare, si attivi"
La deputata del Partito democratico che siede in commissione Affari costituzionali: "Non spetta a noi fare una proposta. Prima di dire cosa vogliamo, dobbiamo capire cosa vuole fare la maggioranza. Presentano un testo blindato, non si fa così". Il centrodestra fissa un nuovo vertice per sciogliere i nodi martedì, ma Salvini dice: "Non ne so nulla"
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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:28 PM

Simona Bonafé - foto LaPresse
"Se cercano unità, allora si attivino". Simona Bonafé torna sul dibattito riguardo alla riforma della legge elettorale. E risponde agli appelli lanciati dalla maggioranza riguardo all'approvazione di un testo che sia il più condiviso possibile. L'ultimo della stessa ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati: "Le criticità, in questo momento, non arrivano tanto dalla maggioranza quanto dalle opposizioni. Se però c'è la volontà di sedersi a un tavolo e confrontarsi davvero, un punto di convergenza si può trovare". La deputata del Partito democratico che siede in commissione Affati costituzionali risponde così: "Il testo ci è arrivato già pronto, quando andrebbe scritto insieme dall'inizio". Il pressing, soprattutto quello di FdI, verso il Pd ha un motivo chiaro: Schlein, come Meloni, vuole che dopo il voto ci sia un vinto e un vincitore, per evitare quel pareggio che aprirebbe a uno scenario molto diverso, auspicato esplicitamente da Carlo Calenda, ma, non è un segreto, immaginato con un certo desiderio da tanti anche dentro entrambi poli.
In commissione Affari costitizionali sono in corso da qualche giorno le audizioni di esperti e costituzionalisti riguardo al testo presentato dal centrodestra. Le opposizioni del campo largo hanno manifestato diverse criticità, una su tutte riguardo al premio di maggioranza molto ampio. Per loro il testo continua a essere "irricevibile", come ha detto Elly Schlein. Bonafé spiega: "Ci sono questioni incostituzionali. La legge elettorale ha a che fare con le regole del gioco. Se vogliono unità, occorre che ci si sieda a un tavolo tutti insieme da subito".
La dem attacca: "Fanno riunioni di governo per parlarne invece che affrontare altri problemi", dice in riferimento al vertice di maggioranza che si è svolto qualche giorno fa. Il centrodestra si è infatti riunito per discutere anche su come limare dettagli e piccolezze che, secondo quanto trapela, creano non poche tensioni anche all'interno della coalizione di governo. Per questo Bonafé dice: "Non spetta a noi formulare una proposta. E anzi, prima di chiedere a noi cosa vogliamo serve capire loro cosa vogliono fare". Nel corso delle audizioni in commissione, che inizieranno tra qualche settimana, i dem presenteranno gli emendamenti: "Molti saranno sopressivi, altri migliorativi", dice ancora la dem. "A parole dicono che vogliono aprire all'opposizione, nei fatti blindano la legge nei vertici di governo". Altro che dialogo, per questo il Pd non ci stas.
La situazione resta di stallo. Secondo la ministra ci sarà "il possibile via libera dalle Camere entro l'estate". Ma i tempi sono stretti e sono diversi i nodi da sciogliere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di "condivisione complessiva da parte del centrodestra unito", e spiega di essere "sempre stato per sistemi più proporzionali", motivo per cui sembra che ora gli azzurri vogliano una riduzione del premio (dal 15, previsto nel testo, al 10 per cento). Forza Italia e la Lega sono contrari alle preferenze, ma non FdI.
E questa settimana è trapelata una battuta un po' pungente del ministro dei Trasporti Matteo Salvini: "Noi vogliamo vincere, FI pareggiare", ha detto a margine di una riunione del gruppo Lega alla Camera. Anche se, in Transatlantico, c'è chi mormora che, con FdI ormai egemone nel centrodestra, il pareggio non dispiaccia troppo neppure agli uomini del Carrocci, i più ostili a una modifica del sistema elettorale. La maggioranza tornerà sul dossier con un vertice la settimana prossima cercando limature, anche se il vicepremier Salvini dice "di non aver appuntamenti in programma, non ne so nulla". Forse i maggiori problemi sono dentro il centrodestra.
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