Piano Casa, sgomberi e accise: il Cdm che Meloni voleva. E le domande che non voleva

Sessantamila alloggi pubblici da recuperare, stretta sulle occupazioni abusive, proroga asimmetrica sul taglio dei carburanti. Ma in conferenza stampa è tornato il caso Minetti e l'affaire Biennale di Venezia

30 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:17 PM
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Giorgia Meloni (foto Ansa)

Sessanta mila alloggi pubblici inutilizzati da rimettere in circolo, una nuova stretta sulle occupazioni abusive, e un'altra proroga, più breve e stavolta asimmetrica, del taglio delle accise sui carburanti. E' questo il cuore del Consiglio dei ministri al termine del quale il presidente del Consiglio, Giorgia Melon, ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Una conferenza stampa che, però, ha finito per ruotare attorno ad altro.
Il provvedimento più atteso è il Piano Casa, che il Documento di finanza pubblica del 22 aprile già indicava come lo strumento cardine della programmazione delle politiche abitative. Le risorse complessivamente mobilitate ammontano a circa 4 miliardi di euro, con la possibilità, nelle ambizioni della maggioranza, di arrivare a 5, di cui 970 milioni di dotazione certa e 1,1 miliardi provenienti dai fondi di coesione. L'obiettivo dichiarato dalla premier è sbloccare il patrimonio edilizio pubblico che giace inutilizzato per ragioni strutturali: sessantamila alloggi che oggi non si possono assegnare perché non sono in condizioni adeguate. Per finanziarne il recupero si attingerà a 1,7 miliardi già disponibili nei programmi di rigenerazione urbana, cui si potranno aggiungere fino a 4,8 miliardi, da distribuire ai Comuni tramite Dpcm dopo un confronto con l'Anci. Tra le misure di accompagnamento figura una riduzione del cinquanta per cento degli onorari notarili sugli atti di compravendita, di mutuo e di locazione, limitatamente agli interventi privati nell'edilizia convenzionata a prezzi calmierati. Meloni ha ringraziato la categoria per la disponibilità dimostrata.
Il Cdm ha approvato con dichiarazione d'urgenza un disegno di legge sugli sgomberi, che interviene sulle procedure di notifica, taglia i tempi di esecuzione e introduce una corsia accelerata per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo al rilascio dell'immobile. Dall'inizio di questo governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica e condotti circa 230 sgomberi di immobili di particolare rilievo. Il provvedimento è complementare al Piano Casa: più case da costruire, più case da restituire al mercato liberandole dalle occupazioni abusive.
Confermata anche la proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza domani, primo maggio, ma con una struttura diversa rispetto ai due interventi precedenti. Questa volta il taglio non sarà orizzontale: il gasolio mantiene lo sconto di 20 centesimi al litro, mentre per la benzina scende a 5 centesimi. La durata è di 21 giorni. La copertura arriverà dalle sanzioni comminate dall'Antitrust e dall'extragettito Iva. Misure specifiche per l'autotrasporto saranno inserite in un provvedimento successivo, dopo il confronto con le associazioni di categoria.
Poi, come da copione ormai consolidato, sono arrivate le domande sul caso Nicole Minetti. E Meloni, visibilmente spazientita, ha smesso per un momento di fare la premier e ha fatto la premier che sbotta: "Allora ho già risposto a questa domanda due giorni fa. Due giorni fa io mi sono presentata qui con un decreto che stanziava 1 miliardo di euro sul lavoro, ok, che faceva una cosa che è stata chiesta per decenni dai sindacati, dalle parti sociali, cioè di riconoscere un cosiddetto salario giusto, e mi avete fatto otto domande sul caso Minetti. Va bene". Il riferimento era al cosiddetto decreto Primo Maggio, il provvedimento sul lavoro presentato appena due giorni prima, passato quasi inosservato nell'interesse generale travolto dalla vicenda della grazia all'ex consigliera lombarda. Quanto alle dimissioni del ministro Carlo Nordio, Meloni le ha escluse: "Non registrando errori nell'iter seguito dal ministero, oggi posso escludere le dimissioni di Nordio. L'ho sentito ieri, emergeva un'inchiesta non del ministero".
A margine della conferenza stampa è arrivata anche una domanda sulla Biennale di Venezia, dove nel frattempo la giuria internazionale si era dimessa in blocco, all'indomani dell'invio degli ispettori del ministero della Cultura. Meloni ha detto di essersi "leggermente persa" nella vicenda, ha ribadito che la scelta sul padiglione russo "è una scelta non condivisa dal governo", precisando che la Biennale "è un ente autonomo", e ha aggiunto: "Io questa scelta non l'avrei fatta". Sul ministro Alessandro Giuli e sull'invio degli ispettori a Venezia, ha preferito non entrare nel merito: "La persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui".
All'ordine del giorno anche un decreto legislativo sulla parità retributiva tra uomini e donne, prossimo al via libera definitivo, e uno per il sostegno al settore florovivaistico. Alla riunione ha partecipato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, per l'esame degli schemi di delibera relativi a procedimenti di valutazione di impatto ambientale su progetti di interesse regionale.