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La pietas per Salò rafforza la democrazia
Sul piano storico e politico non è accettabile alcuna equiparazione tra partigiani e repubblichini. Ma se si parla dei caduti la prospettiva cambia. La memoria e la compassione per coloro che sono morti non può essere selezionata in base alle idee che avevano e al fronte sul quale combattevano. Le parole di La Russa
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24 APR 26

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Foto Ansa
Nelle polemiche suscitate dalle frasi del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha confermato la sua volontà di onorare oltre ai partigiani anche i caduti della Repubblica di Salò in occasione del 25 aprile, si sottolinea la differenza tra chi si è battuto dalla parte giusta e chi è rimasto su quella sbagliata. Naturalmente sul piano storico e politico non è accettabile alcuna equiparazione, e se La Russa avesse voluto proporla avrebbe sbagliato. Tutto questo riguarda il giudizio sulle scelte che in quegli anni terribili furono compiute, cioè i partigiani e i repubblichini vivi. Se invece si parla dei caduti, di una parte e dell’altra, la prospettiva cambia. La memoria e la compassione per coloro che sono morti non può essere selezionata in base alle idee che avevano e al fronte sul quale combattevano.
Oggi ricordiamo con i caduti italiani della Grande guerra anche quelli austriaci, ricordiamo insieme i caduti italiani e quelli britannici di El Alamein. Perché non dovremmo fare lo stesso per i morti nella fase finale della seconda guerra mondiale? Il disprezzo della pietas non è mai un buon viatico civile. Al termine di un conflitto, ancor più coi caratteri di guerra civile, è interesse soprattutto dei vincitori realizzare una effettiva pacificazione, che rafforza le istituzioni nate dalla Resistenza e che sono valide per tutti. L’obiettivo dell’antifascismo è la conquista e il consolidamento della libertà, non la vendetta e tanto meno la cancellazione della memoria dei caduti dell’altra parte. Basta leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza per trovare questo sentimento umanitario. Nei paesi in cui invece lo scontro ideologico sulla memoria della guerra civile è ancora alto, come in Spagna, la pacificazione nazionale è ancora faticosa. Al di là delle motivazioni, non è mai un fatto positivo per un paese. Quello che vale per i vivi, però, non vale per i morti, ai quali non si può negare un ricordo.