Renzi in Senato: "Adoro farli incazzare. Meloni ci mette la faccia? Solo quelle di Santanché, Delmastro e Bartolozzi"

L'ex premier replica all'informativa urgente della presidente del Consiglio: "Il governo ha una data di scadenza. Per restare in piedi la leader di FdI può solo dividere l'opposizione". E fuori dall'Aula intrattiene i giornalisti: "Mi hanno fischiato 'stai sereno', mi diverto un sacco. Dopo il 'no' io non ero più lucido. Le primarie andranno fatte a due". Chiacchiere e battute
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9 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:26 PM

Matteo Renzi - foto Ansa

"Avete una possibilità per poter restare in piedi: fare dividere l'opposizione. Perché se l'opposizione resta unita, il 'no' che rimbomba è un 'no' che da qui al 2027 vi porterà a fare le valigie. Il 'governo Vinavil' ha una data di scadenza molto chiara. Tra poco ri-tocca a noi". Matteo Renzi a tutto campo contro il governo Meloni durante la sua replica, in Senato, all'informativa della premier sul suo ultimo anno di governo. Il leader di Italia Viva si scaglia contro la presidente del Consiglio e rincara la dose citando le dimissioni di tre esponenti del suo governo: "Lei dice 'ci ho messo la faccia'. Sì, quella della Santanchè, quella di Delmastro, quella della Bartolozzi. Non ci ha messo la sua faccia, ci ha messo quella degli altri". Dopo l'intervento, fuori dall'Aula, intrattiene i giornalisti in un mini-comizio: "Mi hanno fischiato 'stai sereno' mentre uscivo, adoro farli incazzare, mi diverto un sacco".
"C'è stato un 'no' grosso come una casa, un 'no' che cambia la storia politica di questa legislatura. Se lo faccia dire da un esperto in materia", dice Renzi rivolgendosi a Meloni. "Ho apprezzato la sua frase 'il sì conferma, il no riaccende', l'ho trovata meravigliosa per i Baci Perugina; per la politica no, presidente". Il senatore torna a citare gli esponenti del governo che hanno rassegnato le dimissioni: "La Bartolozzi da oggi è tornata nel 'plotone di esecuzione'. Delmastro è tornato a Biella e ci sarà bisogno della scorta (per i cittadini di Biella, ovviamente). La presidente del Consiglio non ci ha messo la faccia, l'ha fatta mettere agli altri". E attacca ancora: "Siete tornati giustizialisti appena sono usciti gli exit poll, tant'è vero che avete fatto dimettere i tre indagati", dice.
L'ex premier poi torna sulla vicenda di Gioacchino Amico e della foto con Meloni: "Presidente io non attaccherò mai per un selfie con uno sconosciuto. È capitato a tutti noi di fare i selfie con persone che non conosciamo. Io l'attacco per i selfie con quelli che invece conosce. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, ad esempio! Stava tranquillo in Iran, lo avete ripreso e riportato qui con le liste bloccate, gli avete fatto fare il presidente del Copasir; poi, dopo tale esperienza, lo avete messo come ministro. Sono 37 mesi che la produzione industriale è negativa".
Terminati i suoi dieci minuti di intervento, il senatore si è intrattenuto coi giornalisti in sala Garibaldi al Senato. Un salotto, nei fatti. "Avrei voluto dirle ancora altre cose ma non ho avuto tempo. Per esempio che ha un problema con Conte, ma non Giuseppe, Claudia", scherza Renzi. "Meloni non ha più una narrazione, da qui alla fine della legislatura non si sa cosa si inventerà. L'unico modo che ha per vincere, come ho detto, è dividerci". Poi un giudizio sugli interventi dei suoi alleati, Schlein e Conte, alla Camera: "Elly è stata molto brava, l'ha menata sul paese reale, mentre Conte è stato molto più istituzionale".
Nel corso delle conversazioni coi giornalisti ha affrontato anche il tema della legge elettorale: "Secondo me Meloni farà la legge elettorale, perché anche il Pd e il Movimento 5 stelle la vorrebbero votare, anche se chiaramente non possono. Penso però che non faranno casino...". E ha poi parlato delle primarie: "Andranno fatte a due, ma se con doppio turno o senza, sono tecnicismi che ancora non so valutare", dice. E ricorda le primare del dicembre 2012: "Bersani mi ha fatto il culo, poi ha sbagliato la campagna elettorale". E continua ricordando che nonostante la sconfitta si è reso disponibile per dare una mano. Un evento, spiega, era a Modena: "Siamo andati a cena da Bottura, insieme ad Errani e Bonaccini una cosa super da radical chic".
L'ex premier si è poi lanciato in un paragone: "Il 'no' è pesante, io non ero più lucido quando è toccato a me". E ricorda quando furono elette a Roma e Torino Virginia Raggi e Chiara Appendino: "Ero da Putin in viaggio, nel suo hotel. Ricordo ancora che stavo su un letto enorme e guardavo i risultati, vedevo Di Maio e Di Battista in tv pensando 'Eh sì, questi sono decisamente più freschi di me'", dice il senatore. Ad accompagnarlo in questo "comizio" riservato ai cronisti c'era anche la figlia. Chiacchiere e battute. E prima di lasciare Palazzo Madama, il senatore ha salutato il suo ex collega di coalizione Carlo Calenda, facendogli gli auguri di buon compleanno.