Foto LaPresse

editoriali

Avere la faccia da Conte: da premier chiude i porti e oggi critica il governo sui migranti

Redazione

Il leader del M5s dice che tenere i profughi in mare “non risolve il problema” ed “è solo propaganda”. Chi diede l'ok ai decreti “Sicurezza” di Matteo Salvini?

Giuseppe Conte spiega al governo che tenere i migranti in mare “non risolve il problema” ma “è solo propaganda”. Critica poi i “facili slogan” e le “esibizioni muscolari a danno di persone e famiglie disperate”. E’ una posizione chiara, che però contrasta radicalmente con la politica dei porti chiusi praticata dal suo stesso governo nel 2018, quella che portò ai decreti “Sicurezza” di Matteo Salvini.

 

Non solo, in un inconsueto slancio europeista il leader grillino ha chiesto ieri un urgente superamento di Dublino, forse dimenticando che proprio il suo partito, nel 2017, votò contro la riforma del regolamento al Parlamento Ue. C’è un’evidente incoerenza, ma in fondo non è questo il problema. Cambiare idea è lecito, la politica è fatta così, si adatta alle situazioni che cambiano, a differenza dell’ideologia che può aspettare (spesso inutilmente) che siano le situazioni a cambiare fino a quando non si adatteranno allo schema precostituito. Quello che è ragionevole chiedere a chi cambia così radicalmente posizione è una spiegazione che renda l’incoerenza comprensibile, come adattamento a circostanze mutate e non a una presunta maggiore accettazione mediatica o elettorale.

 

Questo processo di giustificazione dell’incoerenza è particolarmente difficile per i 5 stelle, che nella scorsa legislatura sono stati sempre al governo, alleati prima con la Lega, poi con il Pd, infine con tutti a esclusione soltanto di Fratelli d’Italia. Questa circostanza ha prodotto azioni di governo contraddittorie delle quali Conte sembra volersi liberare con un ritorno alle originarie pulsioni populiste. Quando però ammonisce il governo che la questione migranti è complessa e  “va inquadrata in una dimensione di solidarietà europea” rende quasi ridicola, proprio perché sostenuta da lui, una posizione di per sé ragionevole. Conte è credibile, purtroppo, come capopopolo di una confusa jacquerie che si contrappone a tutto. Quando invece, per smentire il suo passato, si presenta come difensore dell’establishment europeo, non convince nessuno.  

Di più su questi argomenti: