Giorgia Meloni (Ansa)

le misure

Giustizia, Covid, sicurezza e nomine: ecco il decreto approvato in Cdm 

Redazione

Passa la stretta del ministro degli Interni sui rave party, gli interventi in materia di ergastolo ostativo e l'allentamento delle misure pandemiche: sospeso l'obbligo di vaccino per il personale sanitario. C'è la lista di sottosegretari e ministri

Covid, giustizia, sicurezza interna. E poi le ultime nomine, tra sottosegretari e viceministri. Il governo Meloni inizia a fare sul serio, alle 13 a Palazzo Chigi è iniziato il primo - vero - Consiglio dei ministri guidato dalla leader di FdI, dopo quello a funzioni limitate che si è tenuto all'indomani del giuramento.

 

 

Dopo le parole, sarà la prima occasione per fare sul serio e mettere in campo quella discontinuità che la premier ha annunciato. A partire dalla Sanità, con il ministro Schillaci che ha già fatto trapelare, nei giorni scorsi, di essere a lavoro su una serie di provvedimenti con l'obiettivo di superare la gestione precedente della pandemia: dal condono delle multe ai No vax, alla fine dell'obbligo di vaccinazione per i sanitari (la cui scadenza era prevista per fine anno) con il reintegro di chi non era in regola. In ballo anche l'obbligo di mascherine in Rsa e ospedali: anche su questo punto dal ministero della Salute hanno fatto sapere che l'intenzione è quella di andare verso il liberi tutti, ma il monito di Matterella - "non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid" - e alcuni distinguo messi in campo da Forza Italia, potrebbero rallentare quest'ultimo provvedimento.
 

Ma l'argomento principale della riunione di governo sarà quello relativo alla giustizia. Da una parte l'ergastolo ostativo - e pure su questo punto i forzisti vorrebbero far pesare le ragioni del garantismo. "Al primo punto del Cdm, un decreto legge per mantenere il cosiddetto ‘ergastolo ostativo’, considerato dal governo Meloni uno strumento essenziale nel contrasto alla criminalità organizzata", si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi. “Una corsa contro il tempo - è il ragionamento del governo - per garantire sicurezza sociale e impedire che ai detenuti mafiosi possano aprirsi le porte del carcere pur in costanza del vincolo associativo”. Sull'ergastolo ostativo, (su cui esiste già un disegno di legge votato alla Camera nella scorsa legislatura) la Corte costituzione si confronterà l'8 novembre, dopo aver già sollevato obiezioni di costituzionalità. Lo stesso ministro Nordio si era detto in passato contrario, ma Meloni come si capisce bene dalla sua nota, ritiene questa il provvedimento essenziale. 

 

Sull'altro fronte legato alla giustizia, il Cdm si occuperà del rinvio al 30 dicembre 2022 dell’entrata in vigore di alcune disposizioni della Riforma Cartabia. Ma  - assicurano dal governo - in ogni caso "il provvedimento intende rispettare le scadenze del PNNR".  Una decisione che ha alimentato i timori di una parte delle opposizioni - il Pd in particolare -, a cui le rassicurazioni sul Recovery non sono bastate. Temono inoltre che tutto il lavoro svolto durante il governo Draghi venga messo da parte.

 

Altra questione è quella della sicurezza interna, tornata ancor più centrale in questo weekend con il rave a Modena. Dopo la direttiva su Ong e sbarchi, il responsabile degli interni, l'ex prefetto di Roma Matteo Piantedosi, ha promesso la linea dura per questo tipo di eventi non autorizzati e un nuovo pacchetto di norme, tra cui  la confisca di strutture - dalle casse  ai furgoni e alle varie apparecchiature - agli organizzatori. Si parlerà anche della possibilità di intercettare preventivamente le comunicazioni, così da fermare a monte eventuali nuovi tentativi di organizzazione di rave. Sarebbe una stretta durissima e anche in questo i più garantisti all'interno di Cdm potrebbero sollevare qualche obiezione. Ma su questo fronte, il governo, in primis la Lega, conta di segnare un altro punto di discontinuità rispetto alle gestioni precedenti.

 

C'è infine un ultimo aspetto di assoluto rilievo tra quelli che verranno affrontati a Palazzo Chigi: le nomine di sottosegretari e viceministri, decisioni da cui passano anche gli equilibri politici dello stesso esecutivo. FI continua a chiedere parità di trattamento rispetto al Carroccio, dopo aver rivelato un certo disappunto nell'indivudazione dei ministri e delle prime cariche governative.  In particolare tiene banco in queste ore la nomina di Giuseppe Mangialavori, fedelissimo di Licia Ronzulli, il cui nome compare, pur senza essere indagato, in un paio di inchieste di ‘ndrangheta: Meloni non sembra disposta a cedere, vorrebbe evitare ogni polemica. Anche perché nei prossimi giorni dovrebbe iniziare la dicussione per un decreto che affronti la questione energetica, che potrebbe arrivare già in settimana, mentre la stessa premier è attesa a Bruxelles giovedì per incontrare i vertici delle Istituzioni europee.

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