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"Salvini parte", anzi no. Il caos sul viaggio del leader leghista a Mosca

Vorrebbe partire, "ma non ho chiesto nessun visto". Nel frattempo ringrazia il Papa che vuole vedere Putin. Giorgetti: "Ci vuole prudenza"

Redazione

Va a Mosca a incontrare Putin. Anzi no. "Non ho chiesto nessun visto". L'ha buttata lì per ben due volte negli ultimi giorni, Matteo Salvini, la volontà di andare in visita dal presidente della Federazione russa. Perché "farei di tutto pur di agevolare un processo di pace". Solo che ben presto le sue parole sono diventate un caso: politico e diplomatico. Visto che le reazioni non si sono fatte attendere.

Ieri, a domanda precisa del Foglio, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha opposto una serafica lucidità. "Credo che Salvini sia animato da sincere intenzioni e aneliti pacifisti. Non mi risulta che sia in programma un viaggio di questo tipo a Mosca", ha detto parlando del suo leader. "Credo che le relazioni internazionali e diplomatiche in una situazione come questa richiedano grande prudenza. Soprattutto devono essere coordinate con il governo che la Lega sostiene". In sostanza: no ai colpi di testa che rischiano solo di avere un effetto propagandistico sul conflitto. Con un richiamo, quello alla prudenza, che è sembrato un sforzo di pragmatismo politico in raffronto alla facondia creativa di chi guida il Carroccio. 

Fatto sta che non solo, quindi, nel governo la voce di questa missione ha lasciato dietro se ampi margini di sconcerto. Pure nella stessa Lega. Dove in molti quel viaggio al confine polacco a metà marzo, dove Salvini venne irriso dal sindaco di Przemysl, non lo hanno ancora digerito. Ragion per cui adesso il Capitano è costretto a smentire di aver richiesto il visto. Ma nel frattempo ricorda che "l’obiettivo di arrivare alla pace a qualunque costo, e incontrando tutti come ribadito oggi dal Santo Padre, rimane per me (e per il 74% degli Italiani dati Ipsos) una priorità. Un rinnovato accordo fra Russia, Ucraina, Europa e Stati Uniti deve essere il traguardo di tutti”. Ecco, appunto. Ci mancava solo la sponda del Papa. 

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