Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga (LaPresse) 

Il milite noto di Trieste

Così Fedriga diventa il mito degli anti No vax, nonostante Salvini

Enrico Cicchetti

L'appello del governatore del Friuli Venezia Giulia a "tutte le persone di buon senso: alziamo la voce anche noi, iniziamo a farci sentire. Basta idiozie contro i vaccini". Il commento di Gubitosa (M5s): "Lo dica a Salvini e Meloni"

A farsi descrivere come la capitale degli antivaccinisiti non ci stanno. Perché a Trieste non ci sono solo i No green pass che da settimane protestano in piazza. C'è anche – ed è la maggioranza – un'intera città fatta di gente che il vaccino e il certificato sanitario lo vuole, perché ha capito che è uno strumento per evitare nuovi lockdown. Uno strumento di libertà. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, rivolge a loro il suo appello. Un "appello a tutte le persone di buon senso con calma e tranquillità: alziamo la voce anche noi, iniziamo a farci sentire. Trieste è fatta da persone che si sono sacrificate, che sanno capire che un posto in terapia intensiva in meno occupato, va a chi ne ha bisogno per altre patologie". Dopo lo stop alle manifestazioni in piazza Unità d’Italia fino alla fine dell’anno annunciato dal sindaco Roberto Dipiazza e dal prefetto Valerio Valenti, anche il governatore Fedriga sembra avere finito la pazienza. La ragione è la difficile situazione epidemiologica della regione, che dopo le proteste ha visto un aumento esponenziale dei contagi, come confermato pochi giorni fa dal responsabile della task force sanitaria regionale. "La regione farà sentire con forza la propria voce. Facciamo una battaglia del vaccino per evitare di chiudere, una battaglia di libertà", ha aggiunto Fedriga, che ha anche firmato l'Appello per la scienza e contro i no vax. lanciato dagli avvocati Mitja Gialuz e Tiziana Benussi e che a oggi ha già superato le 35mila adesioni.

"Basta idiozie! La gente non si cura perché alcuni pagliacci vanno su internet dicendo menzogne, e questa ideologia folle sta offuscando alcune menti. E io, siccome dico queste cose chiaramente, ricevo continuamente minacce e insulti. Ma dobbiamo rispettare anche il personale sanitario, che dall’inizio lotta contro questa pandemia, rispettare tutte le attività economiche che hanno chiuso. Io sono stato sempre una persona dialogante, ma dopo quello che abbiamo visto è il momento della chiarezza. Il problema non sono solo i contagi nelle manifestazioni, ma i messaggi che partono da lì e che in alcuni casi fanno presa, mettendo a rischio la salute di tutti”, sottolinea il governatore. "Il vaccino c'è, funziona e ha pochissimi controindicazioni. E lo dico chiaramente, non è sperimentale", insiste.

  

Insomma, Fedriga sceglie di difendere la linea pro vax. Nonostante l'ala dura della Lega. Nel suo partito infatti ci sono colleghi che di vaccino "sperimentale" hanno parlato eccome, vedi il deputato Claudio Borghi, che ha anche detto di non volersi piegare "al nazismo vaccinale". O Simone Pillon, secondo il quale "non si possono costringere vaccini che sono ancora nella fase sperimentale". Fino al leader del Carroccio Matteo Salvini, che aveva messo in dubbio la reale utilità del vaccino per gli under 40 e detto che il vaccino obbligatorio "per i giovani non serve".

 

   

Il vicepresidente del M5s, Michele Gubitosa, commenta infatti così: “Fedriga, dopo l’esplosione di contagi a Trieste, ha attaccato chi alimenta la disinformazione contro i vaccini. Bene, ma non sia ipocrita. Si rivolga in primis a Salvini ed alla Meloni che, con le loro ambiguità, hanno dato sponda a tutta la propaganda antiscientifica in Italia”.

  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016