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Renzi e Calenda si ritrovano sull'asse contro Landini
I due leader, dopo le zuffe sulla questione romana, rilanciano la battaglia a sostegno di Draghi e contro il ricatto dei sindacati su Quota 100
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27 OCT 21
Ultimo aggiornamento: 08:38 AM

(foto Ansa)
Se ne sono dette di ogni, negli ultimi tempi. Non che abbiano ricorso all'insulto, ma certo la prontezza con cui Carlo Calenda ieri, presentando la fase 2 di Azione, abbia ribadito che "No, alla Leopolda non ci vado", fa capire come i rapporti con Matteo Renzi siano tutt'altro che idilliaci. "Deve chiarire a se stesso se vuole fare politica o vuola fare business", è stato il refrain con cui il candidato sindaco a Roma ha spesso attaccato il leader di Italia viva. Che proprio nella partita romana si è preso una mezza rivincita, visto che due dei sei eletti della lista Calenda sindaco sono di Iv (e non si sa ancora se resteranno all'opposizione in assemblea capitolina o entreranno a far parte della maggioranza).
Fatto sta che dopo settimane di allontanamento, tra i due s'è ricreato un asse. E non uno casuale, ma sulla grande e divisiva questione previdenziale. Con il governo impegnato a parare i colpi dei sindacati che chiedono di non tornare alla legge Fornero. Così che, mentre Landini & Co. minacciano uno sciopero generale, sia Renzi che Calenda prendono posizione a favore di Draghi. "Che i sindacati attacchino il Governo sulle pensioni dimostra ancora una volta come parte dei dirigenti di questo Paese pensi solo a chi è già garantito e non ai giovani. Tanto il conto lo pagano sempre i nostri figli", scrive il presidente di Iv su Instagram. Sulla stessa linea dell'azionista, che addirittura su Twitter promuove una contromanifestazione a favore dei giovani. "A loro tocca pagare sempre il conto. È bene che si mobilitino e facciano sentire la loro voce".
E contro i sindacati si è scagliato anche l'ex capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. "Il tema pensioni riguarda prevalentemente i giovani, a cui vanno assicurati stessi diritti che hanno avuto i loro padri. Per questo penso, che abbia ragione Draghi. Mi auguro che sindacati siano disponibili a riprendere confronto con volontà di andare avanti invece che indietro", ha scritto il dem su Twitter.