L'intervista

"La legge Zan sarà la legge di Renzi. Il suo compromesso è un capolavoro". Parla Cerno

"Renzi è straordinario nel raccontare il mondo che vorrei e nel favorire il mondo che potrei"

Carmelo Caruso

"Il metodo di Renzi è togliere un pezzo alla legge Zan per avere una legge. Se serve farlo con la destra ben venga. Il Pd lo ascolti, non faccia lo stesso errore che ha fatto sulle unioni civili". Parla l'ex condirettore di Repubblica e senatore Pd

Eri a un passo dal diventare il direttore di Repubblica mentre adesso sei invece “solo” il senatore semplice Tommaso Cerno, lo scrittore, l’omosessuale, l’eletto nel Pd ma indipendente, “l’onorevole senza linea”. Matteo Renzi ti ha convinto a lasciare il giornalismo. Ti sei pentito? “Non l’ho mai lasciato e dunque non mi sono mai pentito. Esercito la professione più di prima. In Senato sto facendo uno stage”. Non è stato Renzi a candidarti? “Mi sono candidato per non fare male al mio giornale. Non andavo d’accordo con Mario Calabresi. Mi sono sacrificato. Non volevo fare politica”.

 

Sul ddl Zan  cosa farai? Starai con Letta o sceglierai ancora lui? “Io sono l’equivoco. Faccio parte del gruppo Pd ma non ho la tessera del Pd. Carlo De Benedetti mi volle direttore dell’Espresso perché diceva: ‘Serve uno strambo’. Io sono lo strambo. Sullo Zan ha ragione Renzi. Diventerà la sua legge”. Ti stai insomma spostando ancora una volta? Hai transitato nel gruppo misto e per un giorno stavi per entrare in Italia Viva che adesso vuole tornare protagonista sostituendo il ddl Zan con il ddl Scalfarotto uno. Cerno chi è? “Un eterodosso, un libero pensatore, uno che non ha difficoltà a spiegare al Pd che la mediazione di Renzi è necessaria. La politica si compone di due momenti. Il momento dell’ideale e il momento delle decisioni. Renzi è straordinario nel raccontare il mondo che vorrei e nel favorire il mondo che potrei”.

 

Lo dici perché sei rimasto amico suo? “Non siamo mai stati amici. Sono stato io, da direttore dell’Espresso, a fare la copertina più dura nei suoi confronti. Mi sarei candidato anche con il M5s ma Eugenio Scalfari non lo avrebbe mai accettato. Io e Renzi non ci siamo mai scambiati favori ed è la prova che i giudizi sono distaccati e pesati”. Non è forse un favore che Renzi sta facendo a Salvini questo suo “compromesso” sulla legge Zan?  Non è un modo per fare male al suo vecchio partito, un’altra sua azione “contro-corrente” per conquistare il centrodestra dopo aver perso la guida del centrosinistra? “E invece sta facendo quello che ha fatto con le unioni civili. Di fatto è stato l’unico presidente del Consiglio che ha posto la fiducia su un tema di diritto. Il suo metodo è togliere un pezzo alla legge per avere una legge. E se serve farlo con la destra ben venga. E’ chiaro che è anche un modo per salvare Scalfarotto che, per inciso, e ne sorrido, si presta a un atto di omofobia. E’ chiaro che con questa sua mossa, Renzi mette un sigillo sulla fine del bipolarismo”.

 

Sei quindi contro la legge Zan e saresti pronto ad affossarla insieme a Italia Viva, Lega e FI? “Ma io farei di più di quanto prevede la legge Zan. Per me è una legge blanda. Il grande tema è aggiungere gli omosessuali tra le minoranze tutelate dalla legge Mancino. Cosa fa la legge Zan se non supplire questa mancanza? Sia Zan che Cirinnà ci hanno messo la faccia ma alla fine questa legge non sarà la loro legge”.

 

E se invece si andasse in Aula come ha intenzione di fare il Pd? “A cosa servirebbe? Si gioca con quello che si ha. Meglio un poco meno ma per avere qualcosa in più”. Non stai sottovalutando il “tuo” segretario? “Letta è un democristiano che è stato esodato da chi lo ha richiamato in campo. Oggi intona la ‘Locomotiva’ ma non basta una canzone a fare la sinistra se il concerto è stonato. Il Pd sta facendo quello che cinque anni fa ha già fatto con le unioni civili. Non è la migliore legge possibile quella che promuove Renzi? E’ vero. Ma neppure questo Pd è il partito migliore possibile così come il Parlamento. Non ci resta che confidare nell’Italia di Mancini”. Tu confidavi nel Conte tre? “Io confidavo nel patto Pd-M5s ma non sono stupido. So contare. Il M5s rischia di diventare adesso solo una lista civica”.

 

E Renzi cosa spera di diventare? “E’ un solista. In musica sarebbe un Lang Lang. Il suo talento si riaffaccia tale. E’ una bestia politica e continuerà a farla. Non andrà a Dubai. Alla fine anche Letta accetterà questa mediazione”. Non era la legge Renzi-Salvini? “Può essere la legge Renzi-Salvini-Letta”. Perché dovrebbe farsi superare da chi lo ha cacciato da Palazzo Chigi? “Perché a differenza di molti parlamentari del Pd che continuano ad avere in testa solo Renzi, Letta è l’unico che ha esorcizzato quel passaggio. Sarà il Pd che cambierà opinione e accetterà il compromesso”. E tu cambierai opinione su questi tuoi anni? “Per fortuna, a contrario di altri parlamentari, non sono diventato un senatore infettivologo che fa l’esperto di virus. Il Parlamento non è il posto più bello ma di sicuro il posto più utile per osservare i fenomeni”. Cosa sei rimasto? “Cosa sono e cosa ero. Ero un giornalista parlamentare e sono diventato un parlamentare giornalista”. Dove tornerai a scrivere? “Al Foglio mi ospitate?”.

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.