pace fiscale

Sulle cartelle esattoriali è ancora scontro, alla vigilia del Cdm sul decreto Sostegni

Rottamazione generalizzata visto il periodo eccezionale di crisi, o criteri selettivi per evitare “sanatorie” ai “furbetti”? Le interviste a Stefano Candiani (Lega), Paolo Romani (Cambiamo), Walter Verini (Pd), Davide Crippa (M5s)

Francesco Cocco

Lo stralcio delle vecchie cartelle esattoriali, insieme alla proroga del blocco dei licenziamenti, è uno dei nodi ancora da sciogliere per chiudere il decreto Sostegni sui quali si punta a trovare una sintesi politica direttamente in Consiglio dei ministri. Due temi sui quali si costruisce l'equilibrio all'interno della maggioranza. L'intenzione è quella di trovare una mediazione nella riunione ufficiale di governo in programma domani. Per lo stralcio delle cartelle esattoriali l'ipotesi sul tavolo finora è di cancellare tutte quelle fino a 5mila euro affidate dal 2000 al 2015. Per Lega e M5s è uno “stralcio necessario” mentre per Pd, Iv e Leu non può trasformarsi in un “condono indiscriminato”.

 

Il Carroccio continua a spingere per portare il tetto a 10mila euro, sostenuta dai grillini, favorevoli all'azzeramento del magazzino fiscale. Ma Leu si oppone perché lo considera un condono. Iv è favorevole alla cancellazione delle cartelle esattoriali non più esigibili, un tema che trova aperture anche nel Pd. Ma anche quello del blocco dei licenziamenti è una questione che resta aperta ed è legata al rinnovo del reddito d'emergenza che dovrebbe essere rafforzato, alla proroga della'indennità di disoccupazione Naspi e al rifinanziamento del reddito di cittadinanza. Ne parliamo con Stefano Candiani (Lega), Paolo Romani (Cambiamo), Walter Verini (Pd), Davide Crippa (M5s).

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