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Gozi ci spiega perché i Cinque stelle non c'entrano nulla con Macron
"Loro con noi di Renew? È una cosa che leggo sui giornali italiani, ma non ci sono ipotesi nel nostro gruppo di alcun tipo. Non c’è nessun negoziato formale e nessuna discussione informale", dice l’europarlamentare
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16 NOV 20

Polonia e Ungheria hanno posto il veto sull’accordo raggiunto sul Bilancio dell’Ue. “Si schierano contro – dice al Foglio l’europarlamentare Sandro Gozi di Renew Europe – perché non vogliono che i fondi europei siano condizionati dal rispetto dello stato di diritto. La nostra posizione come parlamento è molto chiara: dobbiamo mettere i veri valori al centro del bilancio, che non sono quelli finanziari. È fondamentalmente impossibile riaprire il negoziato su questo punto. Vogliamo che i fondi europei del bilancio annuale vadano solo ai governi che rispettano lo stato di diritto e le libertà fondamentali. Riteniamo inaccettabile che ci siano governi che si dicono europeisti solo quando c’è da ricevere decine di miliardi di euro e che poi si scoprono nazionalisti quando c’è da rispettare i diritti delle donne, i diritti lgbt, la libertà di insegnamento, l’indipendenza della magistratura. Quindi, no: nessun fondo a chi non rispetta i valori europei. Comunque, io penso che Varsavia e Budapest stiano bluffando. Quindi sono per ‘vedere’, come a poker, il bluff di Polonia e Ungheria. Penso anche che questi due paesi abbiano bisogno dell’Europa, che ha dato un sacco di soldi per affrontare questa crisi straordinaria. E noi non possiamo permetterci di svendere i nostri valori fondamentali a vantaggio di Kaczyński e Orbàn”.
A proposito, dice Gozi, guardiamo anche cosa succede in Italia. “Giorgia Meloni è presidente del partito degli estremisti e dei conservatori europei e visto che i polacchi sono tra i principali membri chiediamo alla leader europea che cosa intenda fare: sta dalla parte del governo polacco, che vuole abolire la legge sull’aborto, o sta con le donne polacche che sono in piazza per la libertà di scelta? Quando parliamo dello stato di diritto e delle libertà fondamentali, Meloni sta con Kaczyński o con le donne polacche? Noi non abbiamo nessun dubbio, stiamo con le donne polacche”.
C’è poi la questione dei macronisti immaginari: il M5s. I Cinque stelle sono pronti ad accasarsi con i Renew? “È una cosa che leggo sui giornali italiani, ma non ci sono ipotesi nel nostro gruppo di alcun tipo. Non c’è nessun negoziato formale e nessuna discussione informale. Aggiungo che già un anno fa il nostro ufficio di presidenza aveva iniziato un dialogo informale con i Cinque stelle e la discussione aveva già avuto esito negativo. La nostra posizione sulle nuove adesioni poi è chiara. C’è un documento che stabilisce quali sono i criteri da rispettare per coloro che aspirano a entrare nella nostra famiglia politica. Democrazia interna, coerenza con le posizioni europeiste. Ecco, a a vedere le posizioni del M5s su Russia, Bielorussia, Cina, Venezuela, direi che al momento i Cinque stelle non sembrano proprio rispettare il nostro canone”. Ma è stato il vicepresidente Fabio Massimo Castaldo a ispirare questo cambio di rotta? “Con Castaldo, come persona, ho ottimi rapporti. Grande rispetto, non c’è nessun problema. Siamo anche d’accordo su alcune questioni di politica europea e italiana. Ma sul resto, non c’è alcuna discussione. Io li capisco anche, i Cinque stelle: stare tra i non iscritti al parlamento europeo è ancora peggio che essere iscritti al gruppo misto. È difficile fare attività legislativa, difficile intervenire e fare politica. Significa essere ai margini e quindi capisco che loro vogliano essere non più ininfluenti. Ma se vogliamo parlare della trasformazione europeista dei Cinque stelle, beh, giova ricordare che la loro delegazione è spaccata e alcuni membri hanno posizioni anti europee. Ricordo poi che un anno fa, i Cinque stelle facevano campagna contro di me per togliermi la nazionalità, perché eletto in Francia e perché ero consigliere del governo francese. Sono posizioni molto lontane dall’europeismo. Quindi difficile vedere una trasformazione rapida quanto credibile dei Cinque stelle: prima ero l’amico di Macron e mi andava tolta la nazionalità italiana, da qui a dirsi macronisti mi sembra un carpiato misto difficile da credere”.