Kant, Arendt e lo scrivano Bartleby nella piazza del Tribunale di Bolzano

Adriano Sofri

Avevo citato ieri la conclusione dell’incontro di Srebrenica tirata dal blogger serbo-bosniaco antinazionalista di Banja Luka, Srđan Puhalo: “La malvagità non ha bisogno di gente malvagia, ma di persone obbedienti”. Nel mio recente istruttivo soggiorno nei dintorni di Bolzano / Bozen ho visto nella piazza del Tribunale, sul frontone del palazzo, già Casa Littoria, decorato dal colossale bassorilievo dello scultore sudtirolese Hans Piffrader con Mussolini a cavallo, la citazione plurilingue di Hanna Arendt che, sovrapposta al motto fascista “Credere obbedire combattere”, dice: “Nessuno ha il diritto di obbedire”. Buonissima decisione. (Mi sarebbe piaciuto, dico senza pretese, ribadire il concetto con un’altra citazione: “Preferirei di no”. Kant, Arendt e lo scrivano Bartleby).

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