Musica
icone a stelle e strisce •
Elvis Presley e Johnny Cash: i fantasmi musicali del Sud degli Stati Uniti
Il 16 agosto del 1977 moriva la leggenda di Tupelo. In questo viaggio tra Tennessee e Arkansas, ripercorriamo le tracce del Re e dell’Uomo in Nero: due icone che, tra musica, vita e luoghi simbolo, continuano a essere parte integrante del mito americano
16 AGO 26
Nel Sud degli Stati Uniti la musica possiede una geografia sorprendentemente concreta, fatta di storie e di figure leggendarie. Non rimane confinata infatti soltanto ai dischi e alle note ma alle case, alle strade, alle chiese, agli studi di registrazione e persino ai campi coltivati. E se si decide di seguire queste strade, perdendosi tra Tennessee e Arkansas e seguendo i fili musicali che collegano le città e i sobborghi, due figure continuano a riapparire: quelle di Elvis Presley e Johnny Cash. Due personaggi che ancora riecheggiano nell’immaginario di tutto il mondo e che chiunque, a prescindere dal bagaglio musicale, conosce: quasi coetanei, entrambi figli di famiglie povere e partiti dai margini del Sud, per poi diventare icone globali e finendo con il rappresentare due modi diversi di raccontare l’America.
Le loro sono storie che prendono direzioni diverse, ma che si incrociano spesso come è accaduto al 706 di Union Avenue, a Memphis, nel leggendario Sun Studio: il luogo di nascita del rock and roll americano e vero e proprio tempio nel quale i dischi di tutti e due questi artisti hanno preso vita. Elvis, dopo poco, diventerà un’immagine prima ancora che un nome: il corpo che si sedimenta nella televisione, nel cinema, negli abiti iconici, nelle automobili e nella sua amata residenza, Graceland. Per Johnny Cash bisogna invece guidare verso l’Arkansas orientale, dove Dyess appare in mezzo a una distesa piatta di campi e strade. La casa bianca dove Cash è nato e dove ha trascorso l’infanzia è rappresentativa di questo artista proprio perché ne incarna la sua dimensione austera, contrapposta al nero che indossava sempre.
E se Elvis e Cash vengono spesso ricordati come opposti, il Re e l’Uomo in Nero, il luccichio e l’oscurità, lo spettacolo e la coscienza, quello che emerge osservandoli più da vicino è come entrambi costruirono la propria grandezza prendendo linguaggi differenti del Sud e trasformandoli in qualcosa capace di viaggiare nel mondo. Entrambi scoprirono anche il lato oscuro della propria ascesa, tra dipendenze e solitudine. Entrambi partirono dal nulla, per diventare poi icone immortali. E, soprattutto, entrambi rappresentano ancora oggi due specchi dell’America: raccontando la possibilità di partire dal nulla e diventare enormi, riecheggiando ancora in tutto il mondo, e divenendo simbolo delle infinite storie di un Paese capace di reinventare continuamente i propri miti.