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Piadina, ombrellone e musica punk. La vacanza nella East Coast of Italy
Sulla spiaggia a Igea Marina va in scena il Bayfest. Tra i nomi di punta di quest’anno ci sono Dropkick Murphys, Less Than Jake e Rise Against, ma non è male neanche l’afterparty in piscina
11 AGO 26

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"Certo non è Miami” dice il nostro vicino di ombrellone, un facondo bancario in pensione che, implacabile, ha attaccato bottone anche con noi. Eppure la sera prima una delle molte band punk americane che si sono avvicendate sul palco del Bayfest parlava di East Coast of Italy. Siamo, qualora non si fosse capito, sulla riviera adriatica e più precisamente a Igea Marina, ridente località romagnola fondata da un medico socialista centoventi anni fa. Era un vero eccentrico questo Vittorio Belli, un naturalista che viveva nella boscaglia con una scimmia a fargli compagnia, e si era messo in testa di progettare il luogo di villeggiatura perfetto e alla portata di tutte le tasche. La classe operaia va in paradiso? No, tutt’al più a Igea Marina. Ci andava anche lo scrittore Alfredo Panzini, che addirittura se la faceva in bici da Milano fino a questa “borgata di pescatori su l’Adriatico, dove io ero atteso in una casetta sul mare”. Oggi quella casetta rossa è stata trasformata in un piccolo museo visitabile tutte le sere d’estate e il resoconto di quel viaggio su due ruote lo potete leggere nella riedizione di La lanterna di Diogene (Elliot). Il vicino di ombrellone, però, è in vena e, siccome noi pendiamo dalle sue labbra, si mette a sdottorare: “Igea prende il nome dalla dea della salute e dell’igiene. Nasceva come utopia: una cittadina dedicata al turismo culturale e al benessere, con una biblioteca e una collezione d’arte. Non è un caso che le vie abbiano tutte nomi di poeti greci e latini. Poi qualche assessore che non ha fatto il classico ha sbagliato mezza toponomastica, per esempio via Silio Italico è diventata via Silvio Italico”. E’ una storia che sembra procedere in continuità: Igea rimane una meta salubre e a buon mercato, ideale per famiglie, anziani e punk.
Sì, perché da undici anni, con un palco direttamente sulla spiaggia, nemmeno fossimo in California, a Igea Marina va in scena il Bayfest. Tra i nomi di punta di quest’anno ci sono Dropkick Murphys, Less Than Jake e Rise Against, ma non va sottovalutato neanche l’afterparty in piscina. Quello si tiene al Mapo Club, un locale dove si sono esibiti tutti i più grandi, da Celentano alla PFM passando per Enrico Beruschi, Cicciolina e Romano Mussolini. Le foto dei pregiati artisti campeggiano fuori dal club, in una vietta in cui lo struscio serale è una bizzarra mescolanza di signori con il colletto della polo alzato e creste, Vans e passeggini. E oltre alle solite collanine e costumi e bracciali, i negozietti vendono magliette che non vedevamo da qualche anno: “Armani-comio” o “Versace n’altro litro”. Al concerto, d’altra parte, se ne erano avvistate una bellissima e citazionista “Batacchi – ufficio pacchi” (rossa e con il logo simil-Bartolini) e una più scanzonata “Legalize Marinara” con tanto di pizza a sciogliere ogni possibile equivoco. Ritorna insomma il vecchio binomio punk e moda, forse non come lo intendevano Vivienne Westwood e Malcolm McLaren quando avevano aperto il loro seminale negozio al 430 di King’s Road.
Ma intanto si è fatta ora di pranzo e i pensionanti vengono richiamati a rapporto dai rispettivi alberghi. La spiaggia si svuota in un battibaleno e anche il nostro vicino ci saluta. Qui la vita trascorre con ritmi inalterabili: alla mattina presto le azdore si ritrovano sulla battigia per il risveglio muscolare, poi è il momento della baby animazione e spetta ai più piccoli scalmanarsi sul bagnasciuga, ma il momento clou della mattinata è segnalato dagli altoparlanti della motonave Super Tayfun con l’ineffabile tormentone “Hello, Rudy Ghema Ghema!”. La proposta di escursioni che ci giunge via megafono dal bastimento battente bandiera romagnola va dalla gita alle “modernissime piattaforme petrolifere con possibili avvistamenti di delfini” alla crociera adriatica destinazione Gabicce Mare. Fritto misto e vino a volontà a bordo. Ma se siete fortunati vi potete gustare direttamente a riva anche il pomeriggio danzante del Super Energy Music, un’alternativa ladino-americana al Papeete salviniano. La sera si passeggia con il tramonto alle spalle e ci si attovaglia davanti a cocktail di scampi e banane split, spaghetti di gelato e fragole alla panna. Soprattutto si provano a evitare gli unici pericoli della riviera: i risciò strombazzanti e il temibilissimo trenino che pista come un addannato sul lungomare. Infine, per i più avventurosi e chi non è sfiancato dalla giornata in spiaggia ci sarebbe pure il pogo sotto palco. Altro che una rotonda sul mare.
Ci dirigiamo al bar dello stabilimento, dove si gioca a Scala 40 e si discute di bypass, beatamente ignari delle polemiche sulle concessioni balneari. Lì sfogliamo un giornale con la cronaca locale e leggiamo di Igea Marina ultimo baluardo contro il caro-ombrelloni. Sarebbe contento il dottor Belli. Non ci si lagna dell’overtourism, anzi, si teme la flessione. Per carità, non sarà Miami ma, andando via, alla cassa ci regalano un pacco di piadine così “anche a casa pensate alla Romagna”. E pure al punk.