Musica
1940-2026 •
È morto Francesco Guccini, aveva 86 anni
Lo rende noto la famiglia del cantautore, sottolineando che "nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata"
6 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 10:25

Foto Lapresse
Questa mattina a Pavana, circondato dall'affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari è morto a 86 anni Francesco Guccini. Lo rende noto la famiglia del cantautore, sottolineando che "nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata". La famiglia, "nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre".
Nel 2019 il Foglio lo ha intervistato a casa sua, a Pavana. In questo articolo di Pietro Vietti il cantautore rideva della sua vecchiaia e si scherniva quando qualcuno lo chiama maestro: “Ma quale maestro, ho fatto il supplente alle elementari per tre giorni, la prima domanda che mi hanno fatto è stata ‘perché mille lire valgono mille lire?’ E io per spiegarlo son partito dalle pecore”, raccontava orgoglioso delle verdure del suo orto “di cui però faccio solo il direttore artistico”.
A dicembre 2022 Guia Soncini lo aveva intervistato per Review, il magazine del Foglio, pranzando con lui in trattoria. Un incontro di rime interne, d’affetto e di altre sciocchezze. "La mia generazione era abituata, appena aveva un lavoro, a contribuire: di ventimila lire, dieci le davo in casa”, diceva Guccini. “Non son più capace di fare canzoni mie, e poi non sono paroliere. Autore di canzoni, non voglio dire ‘poeta’ ché è troppo grossa la parola”. Tanti i ricordi del passato: "Fin da ragazzino sognavo di fare lo scrittore, da grande. Ho fatto il giornalista per un paio d’anni perché sognavo d’essere il giornalista che poi scrive un romanzo. C’era un certo Cavicchioli, mi pare, un giornalista che aveva scritto un libro, I voli del tacchino: un’invidia mortale. Poi c’era un poeta che conobbi a Bologna, pubblicò un romanzo sperimentale. Anche lì, lo vidi in vetrina: un’invidia mortale”.
“Mi piace inventare e raccontare le storie, ascoltare ed essere ascoltato: se non avessi fatto il cantautore, avrei scelto il mestiere - non facile, ma affascinante - dell’insegnante di Lettere, che in parte ho già fatto per un periodo, anni fa, in Pennsylvania, ma era solo per un mese all’anno”, diceva il cantautore a Giuseppe Fantasia, lodando la sua vita di provincia. Esisterà mai per lui un posto meglio di Pavana? “Ve lo dico sinceramente: non c’è”.


