Musica
il brano infinito •
Cage senza tempo: l'esecuzione centenaria di Halberstadt
"E’ ora di lasciare che i suoni emanino nel tempo indipendentemente dalla misura di battuta”, diceva il compositore. Così ha scritto una musica che più lenta non si può, all’organo da 25 anni. Oggi si cambia accordo

La chiesa di Halberstadt, in Germania, dove il brano è in esecuzione (foto ANSA)
Non conosceva mezze misure, John Cage. Nel 1950, ad esempio, il compositore statunitense decise di voler scrivere musica senza intervenirvi direttamente con la sua volontà e intenzione: si procurò, allora, l’I-Ching e iniziò a comporre affidando scelta di note, durata e altezze al caso. Una certa qual aleatorietà circonda anche la sua musica per pianoforte preparato, ovvero un pianoforte con legni, bulloni, viti, vetri, carte e materiali vari tra le corde in grado di distorcere il suono e permettere a ogni nota di non essere quella nota ma qualcosa di diverso e ogni volta imprevedibile. Poi, dopo aver affidato il suono alla casualità, il passo successivo fu annullarlo totalmente: Cage, dunque, scrisse (scrisse si fa per dire) 4’33“, un brano per pianoforte in cui il pianista si siede allo strumento, alza il coperchio della tastiera, attiva un cronometro, sta in silenzio quattro minuti e 33 secondi poi chiude e se ne va.
Lo studio di Cage su questi aspetti ontologici della musica lo portò anche all’estremo opposto, ovvero la negazione di qualsiasi tempo e la dilatazione esasperata del suono: per lui, “l’esatta misura e la notazione delle durate sono in realtà mentali” e, dunque, “potremmo essere orientati a un maggiore controllo della durata oppure rinunciare del tutto al controllo della durata”. Inutile precisare che Cage optò per la seconda ipotesi: “E’ incredibile che la musica come arte abbia continuato a costringere i musicisti a battere il tempo insieme come se fossero tanti cavalieri ammassati in groppa a un solo cavallo. E’ ora di lasciare che i suoni emanino nel tempo indipendentemente dalla misura di battuta”.
Così, nel 1987 pensò di dilatare il tempo e scrivere un pezzo da eseguirsi “as slow as possible”, il più lento possibile. Quale strumento è in grado di eseguire un suono in modo continuativo? L’organo. Ne nacque “Organ²/ASLSP” laddove l’elevazione al quadrato è proprio la lentezza. Ora, se l’Italia è il paese dell’indefinito e del pressapoco, dell’“allegro ma non troppo” e del “larghetto”, in Germania tutto è preso molto più seriamente e il brano di Cage è in corso di realizzazione da 25 anni in una chiesa di Halberstadt. Il 5 settembre 2001 si è dato avvio all’esecuzione (in realtà il brano inizia con una pausa durata 17 mesi) che si chiuderà nel 2640: 639 anni per suonare otto pagine. Nel transetto sinistro della chiesa dedicata a San Burchardi è stato installato un organo che suona costantemente, 24 ore su 24, sette giorni su sette, con dei pesi che schiacciano i tasti e i pedali: ogni cambio o aggiunta di nota è un evento. Oggi, 5 agosto, tra le 14.45 e le 15, avviene il fatidico cambio nel 25° anniversario: viene aggiunto un La all’accordo attuale, che suona dal 5 febbraio 2024, restandovi fino al 5 ottobre 2027.
Sul sito dedicato all’esecuzione, aslsp.org, è calendarizzato ogni cambio di note ottimisticamente fino a settembre 2072. Per i cinque secoli e mezzo successivi ci penserà qualcun altro. Naturalmente, con calma.