Musica
Da Salerno al Grammy •
I Parisi e quel tocco umano che ha cambiato l’elettronica
Dal jazz al Grammy vinto con Fred again, passando per Madonna. Il percorso dei due fratelli salernitani, produttori protagonisti della scena internazionale, tra gli ospiti dell'Electronic BBQ Festival di Benny Benassi
25 LUG 26

“La nostra mentalità è sempre stata più da musicisti che da produttori. Il nostro obiettivo era fare musica, non semplicemente produrre”. Così Marco e Giampaolo "Jack" Parisi raccontano al Foglio la nascita del loro percorso artistico. Due fratelli cresciuti in una famiglia di musicisti e arrivati alla scena elettronica internazionale attraverso anni di studio dello strumento, dell'armonia e della ricerca sonora.
Prima ancora di affermarsi come produttori, i Parisi hanno sempre avuto l'obiettivo di portare nel digitale qualcosa che appartenesse al mondo degli strumenti tradizionali: il tocco, l’espressività e la possibilità di dare un gesto umano anche a un suono sintetico. Un percorso che passa dalla formazione classica e jazz, dagli anni trascorsi a Londra con l’azienda britannica di tecnologia musicale Roli e dalla Seaboard, uno strumento elettronico espressivo che hanno contribuito a sviluppare. Da lì sono arrivati gli incontri con artisti internazionali come Will.i.am, Fred again.. e Madonna, fino al Grammy vinto nel 2024.
Ma prima dei grandi nomi c’è stato un percorso iniziato in Italia, con le prime produzioni e collaborazioni. Marco, racconta, ha “studiato musica classica e jazz da quando aveva 12-13 anni”, mentre Giampaolo ha “preso una strada diversa: ero batterista, ma a un certo punto ho scelto di dedicarmi alla produzione e al mondo del djing”.
Quando vi siete avvicinati al mondo della produzione?
Tra il 2012 e il 2013 abbiamo avuto la fortuna di conoscere il team che stava sviluppando la Seaboard, un incontro che ci ha portato poi a vivere in Inghilterra. In quegli anni abbiamo iniziato formalmente il nostro percorso produttivo.
Tra il 2012 e il 2013 abbiamo avuto la fortuna di conoscere il team che stava sviluppando la Seaboard, un incontro che ci ha portato poi a vivere in Inghilterra. In quegli anni abbiamo iniziato formalmente il nostro percorso produttivo.
Però i vostri primi passi li avete fatti in Italia.
Abbiamo iniziato a collaborare con DJ TY1 e con Clementino. Negli anni successivi sono arrivate anche le produzioni per Persona di Marracash.
Abbiamo iniziato a collaborare con DJ TY1 e con Clementino. Negli anni successivi sono arrivate anche le produzioni per Persona di Marracash.
Quanto è stata importante la Seaboard nel vostro percorso?
È stato lo strumento che ci ha cambiato la vita. La musica elettronica è sempre stata un mondo molto legato a strumenti binari: pulsanti, fader, controlli. La Seaboard è stata una delle prime volte in cui uno strumento elettronico è diventato espressivo come uno strumento acustico.
È stato lo strumento che ci ha cambiato la vita. La musica elettronica è sempre stata un mondo molto legato a strumenti binari: pulsanti, fader, controlli. La Seaboard è stata una delle prime volte in cui uno strumento elettronico è diventato espressivo come uno strumento acustico.
Proprio lavorando sulla Seaboard è arrivato il primo grande incontro internazionale, quello con Will.i.am.
Durante il periodo in Inghilterra tanti artisti venivano in azienda per conoscere lo strumento, noi eravamo quelli che facevano le dimostrazioni. Will.i.am arrivò e disse: ‘I prodotti sono bellissimi, ma loro due chi sono?’. Poi ci chiese di andare in studio con lui. In quel periodo stava lavorando alla nuova musica dei Black Eyed Peas.
Durante il periodo in Inghilterra tanti artisti venivano in azienda per conoscere lo strumento, noi eravamo quelli che facevano le dimostrazioni. Will.i.am arrivò e disse: ‘I prodotti sono bellissimi, ma loro due chi sono?’. Poi ci chiese di andare in studio con lui. In quel periodo stava lavorando alla nuova musica dei Black Eyed Peas.
E poi?
Siamo andati in studio con lui e, in quei mesi, è stato quasi un mentore per noi. Ci ha raccontato episodi e ci ha dato consigli che ancora oggi fanno parte del nostro modo di lavorare.
Siamo andati in studio con lui e, in quei mesi, è stato quasi un mentore per noi. Ci ha raccontato episodi e ci ha dato consigli che ancora oggi fanno parte del nostro modo di lavorare.
Da lì è partito tutto e avete trovato un grande spazio all’estero. Secondo voi cosa manca ancora in Italia per questo tipo di musica?
C'è una grande differenza nella cultura dei club e dei festival tra l'Italia e quello che si trova in altri Paesi. All'estero vediamo molti artisti e produttori italiani andare molto bene, anche perché ci sono più luoghi dove ascoltare questo tipo di musica. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando: festival e club stanno iniziando a portare anche in Italia una cultura più vicina a quella internazionale.
C'è una grande differenza nella cultura dei club e dei festival tra l'Italia e quello che si trova in altri Paesi. All'estero vediamo molti artisti e produttori italiani andare molto bene, anche perché ci sono più luoghi dove ascoltare questo tipo di musica. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando: festival e club stanno iniziando a portare anche in Italia una cultura più vicina a quella internazionale.
In che senso?
L'Italia è sempre stata molto forte nell’elettronica, spesso forse più conosciuta all'estero che in Italia. Basta anche solo pensare all'Italodisco. Anche quando noi crescevamo c'era una cultura delle discoteche diversa, con figure come Claudio Coccoluto, Ralf e Alex Neri.
L'Italia è sempre stata molto forte nell’elettronica, spesso forse più conosciuta all'estero che in Italia. Basta anche solo pensare all'Italodisco. Anche quando noi crescevamo c'era una cultura delle discoteche diversa, con figure come Claudio Coccoluto, Ralf e Alex Neri.
A proposito di figure chiave dell'elettronica italiana, Benny Benassi vi ha voluto all'Electronic BBQ Festival,a Castellarano (RE). Come vi è arrivato l'invito?
Siamo sempre stati grandi fan di Benny, siamo cresciuti con Satisfaction. Ci ha scritto sui social, ci siamo scambiati i numeri e abbiamo iniziato a parlare un po' di musica. Dopo qualche mese ci ha contattato per proporci di partecipare al festival e abbiamo accettato subito.
Siamo sempre stati grandi fan di Benny, siamo cresciuti con Satisfaction. Ci ha scritto sui social, ci siamo scambiati i numeri e abbiamo iniziato a parlare un po' di musica. Dopo qualche mese ci ha contattato per proporci di partecipare al festival e abbiamo accettato subito.
Recentemente avete collaborato ad alcuni brani dell'ultimo disco di Madonna. Cosa vi ha colpito di lei?
La sua capacità di reinventarsi continuamente. Un'artista come Madonna, che da oltre quarant'anni riesce a cambiare, esplorare nuove direzioni e rimanere rilevante in ogni epoca, è qualcosa di incredibile.
La sua capacità di reinventarsi continuamente. Un'artista come Madonna, che da oltre quarant'anni riesce a cambiare, esplorare nuove direzioni e rimanere rilevante in ogni epoca, è qualcosa di incredibile.
Come vi siete incontrati?
Grazie a una persona in comune, Chris Morris, che lavora per Warner Music US e segue anche noi. Lei e Stuart Price stavano cercando nuovi produttori che potessero portare qualcosa di più moderno al progetto.
Grazie a una persona in comune, Chris Morris, che lavora per Warner Music US e segue anche noi. Lei e Stuart Price stavano cercando nuovi produttori che potessero portare qualcosa di più moderno al progetto.
Che effetto vi ha fatto entrare in studio con Madonna?
All'inizio bisognava conoscersi e rompere il ghiaccio. Poi però abbiamo passato diversi giorni insieme e abbiamo creato una connessione anche dal punto di vista umano. Una delle cose che ci ha colpito di più è stata la libertà che ci hanno dato. Ci hanno fatto ascoltare i brani, chiedendoci: ‘Voi cosa fareste?’.
All'inizio bisognava conoscersi e rompere il ghiaccio. Poi però abbiamo passato diversi giorni insieme e abbiamo creato una connessione anche dal punto di vista umano. Una delle cose che ci ha colpito di più è stata la libertà che ci hanno dato. Ci hanno fatto ascoltare i brani, chiedendoci: ‘Voi cosa fareste?’.
Nel 2024 avete vinto un Grammy come co-produttori e co-autori di Actual Life 3 di Fred again... Quanto ha cambiato il vostro percorso?
A livello emotivo, sinceramente, poco. Ovviamente vincere un Grammy è una soddisfazione enorme, soprattutto essere tra i pochi italiani ad averlo vinto. Però noi non siamo persone che si fermano a guardare quello che hanno fatto, abbiamo sempre la sensazione che ci sia qualcosa da migliorare.
A livello emotivo, sinceramente, poco. Ovviamente vincere un Grammy è una soddisfazione enorme, soprattutto essere tra i pochi italiani ad averlo vinto. Però noi non siamo persone che si fermano a guardare quello che hanno fatto, abbiamo sempre la sensazione che ci sia qualcosa da migliorare.
E qual è invece la cosa più importante per voi oggi?
La cosa più importante è che la musica che abbiamo fatto abbia creato una connessione con le persone e che siamo stati riconosciuti per quello che facciamo, al di là del premio.
La cosa più importante è che la musica che abbiamo fatto abbia creato una connessione con le persone e che siamo stati riconosciuti per quello che facciamo, al di là del premio.