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Bad Bunny, fango e grandine. Mai più concerti alla Maura
Il concerto del 18 luglio è stato annullato dopo mezz’ora dall’inizio del concerto, a causa del diluvio, con diverse persone ferite dalla grandine. L'ippodromo di Milano è il peggior posto in Italia per gli eventi musicali

Foto LaPresse
L’ippodromo di Milano è il peggior posto in Italia per fare concerti. Si sa da sempre. E la grandine caduta durante la seconda data di Bad Bunny è solo l’ultimo degli episodi. E speriamo quello definitivo. L’evento del 18 luglio come sappiamo è stato annullato dopo mezz’ora dall’inizio del concerto, a causa del diluvio. Con diverse persone ferite dalla grandine. Perché non riuscivano né a scappare, né a ripararsi. Le immagini che abbiamo visto sono assurde. Ottantamila persone bloccate nel fango, in mezzo ai fulmini, sotto palle giganti di grandine. Senza sicurezza né soccorsi adeguati. Senza mezzi per tornare a casa. Senza sapere dove andare con i cellulari che non prendevano. Senza vie d’uscita sufficienti. Senza comunicazioni all’altezza della situazione. Nonostante un biglietto pagato dai 100 ai 500 euro. Per un evento atteso da un anno, in un tour mondiale degli stadi, che solo in Italia si è fatto in un ippodromo. Non a caso tantissimi italiani hanno preferito vederlo all’estero: almeno 15 mila sono andati a Madrid, il volo Torino-Stoccolma era pieno solo di gente che andava al concerto di Bad, noi abbiamo preso i biglietti per l’ultima tappa a Bruxelles. Tutto considerato spendi meno, visiti una nuova città, e vedi il concerto molto meglio.
Il diluvio era annunciato dal pomeriggio, mentre gli 80 mila aspettavano in fila da ore sotto il sole a 40 gradi (il caldo di Milano è diverso da quello del resto d’Italia) senza riparo, senza idranti, senza servizi. Molto diverso dal grande evento di Ultimo a Roma, dove lui stesso si era assicurato che i fan in fila da giorni avessero il tendone, acqua e cibo. E dove comunque si stava sperimentando per la prima volta in Italia un evento da 250 mila persone. Mentre l’ippodromo è la location più utilizzata per i grandi concerti estivi a Milano, nonostante si lamentino sempre tutti. E non è la prima volta che viene giù il diluvio, era già successo a Cremonini a giugno (con forti polemiche); a Olly l’anno scorso, e anni fa ai Metallica e agli Stray Kids. Si sa che in quel posto, una distesa di terra, se piove si crea fango, e uscire, ma anche restare, diventa difficile.
L’errore sicuramente è stato degli organizzatori, che sin dal pomeriggio sapevano dell’allerta meteo. E che dopo dieci minuti di pioggia hanno sospeso il concerto, chiedendo al pubblico di non allontanarsi e aspettare la ripresa. Dopo dieci minuti è scesa la grandine, che ha ferito diverse persone. Mentre tutti scappavano con una sola via d’uscita. Problema che aveva segnalato anche chi era andato alla prima data, senza pioggia, ma con altrettanti disagi. L’uscita era difficoltosa. Assurdo per eventi che dalla circolare Gabrielli comportano la massima sicurezza, a partire dal divieto di ingresso di tappi per bottiglie e lattine (che poi vendono all’interno a prezzi folli, con lunghe file), power bank e bombolette. Ma poi nessuna sicurezza prevista in caso di emergenza. E se uno si sente male in quella marmaglia può anche morire. Non c’è bisogno di Crans Montana per saperlo. Purtroppo tragedie così possono succedere anche all’aperto. Ma non c’è bisogno di invocare disastri per dire che quel posto non è indicato per fare concerti. E non solo perché i residenti se ne lamentano da anni, per via del caos che si crea. Compreso macchine lasciate ovunque, verde deturpato, e linee telefoniche che non prendono per ore. Il problema è soprattutto per il pubblico. All’ippodromo La Maura l’audio è pessimo, non si vede nulla, fa troppo caldo, e c’è troppa polvere. Nonostante gli alti prezzi dei biglietti, e del bar. Ma l’organizzazione, in particolare Live Nation, insiste a farli lì perché accoglie fino a 20 mila persone in più dello stadio di San Siro. Che invece è molto più adatto, sia sotto il profilo della sicurezza che della qualità. Il giorno prima Bruno Mars allo stadio tutto perfetto. Ma a che serve vendere più biglietti se poi, come l’altra sera per Bad Bunny, finisci per rimborsarli tutto fino all’ultimo centesimo? E fai fare anche una pessima figura all’artista? “Tutti i possessori dei biglietti riceveranno un rimborso completo, comprensivo del prezzo del tagliando e del 15 per cento delle commissioni di prevendita” ha scritto Live Nation in una nota: “La sicurezza di tutti i presenti è sempre stata la nostra massima priorità”, cosa di cui è lecito dubitare. Altrimenti non lo avrebbero fatto all’ippodromo, e speriamo questo sia davvero l’ultimo.