Musica
sfide parallele •
Il mondo sotto i piedi di Kanye West, l’Albania nelle mani di Edi Rama
Il rapper di Atlanta è un problema per l’Europa ma un’opportunità per Tirana. La scommessa del premier albanese tra immagine internazionale, fondi pubblici e consenso

A Tirana Kanye West trova il modo più adatto per raccontare se stesso: mettere letteralmente il mondo sotto i suoi piedi. Il palco dell’Eagle Stadium, la struttura allestita appositamente alle porte della capitale albanese, è un enorme globo terrestre. Ye ci cammina sopra mentre continenti e oceani scorrono sotto i suoi passi e il rapper ripercorre in scaletta quasi 30 anni di carriera.
Un’immagine perfetta per raccontare la sua parabola: un artista che negli ultimi anni ha perso contratti, sponsor e palchi in mezzo mondo per le sue dichiarazioni antisemite e filo-naziste, ma che continua a esercitare una forza di attrazione capace di spostare folle, città e governi.
Quel mondo sotto i suoi piedi racconta però anche un’altra storia. Quella del primo ministro albanese Edi Rama. Il concerto dell’11 luglio a Tirana non è soltanto l’arrivo in Albania di una delle figure più controverse della musica mondiale degli ultimi trent’anni. È il tentativo di trasformare un artista diventato un problema per molti stati europei in una risorsa politica, economica e simbolica.
L’Eagle Stadium stesso racconta questa ambizione. Una struttura pensata per una sola notte e smantellata dopo l’evento. Un palco temporaneo per convincere il mondo che il paese delle aquile non sia più soltanto una periferia europea, ma un luogo capace di attirare l’attenzione internazionale.
Mentre in diversi paesi europei Kanye West è diventato una questione di sicurezza e reputazione, Tirana sceglie di trasformare la controversia in visibilità. Fin dall’inizio la scommessa di Rama è chiara: usare un evento globale per cambiare il racconto del paese. Ma la stessa scelta che doveva essere una vetrina apre una battaglia interna. Per realizzarla, infatti, lo stato è intervenuto direttamente. Sul palco va in scena una sorta di autobiografia in musica di Kanye West: da “Can’t Tell Me Nothing” a “Famous”, da “Jesus Walks” e “Gold Digger” fino a “Stronger”, “Runaway” e “Hey Mama”. Ma la musica è soltanto una parte della storia. Il pubblico non vede soltanto un artista eseguire i propri successi. Vede un personaggio che ha trasformato anche le proprie contraddizioni in una parte dello spettacolo: la musica, le polemiche e il peso mediatico dell’artista diventano un unico racconto.
Prima di arrivare a Tirana, però, il rapper aveva già lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche. Nel 2022, durante un’intervista a InfoWars, aveva espresso apprezzamenti per Adolf Hitler e per il nazismo. Nel 2025 ha pubblicato il brano “Heil Hitler”, riaprendo uno scontro già costato all’artista la fine di molte collaborazioni commerciali. La conseguenza è stata una progressiva difficoltà nel trovare spazio nei grandi eventi europei. Il concerto previsto a Marsiglia è stato rinviato dopo che il ministro dell’Interno Laurent Nuñez e il sindaco Benoît Payan avevano espresso il loro parere contrario. Anche la sua partecipazione al Wireless Festival nel Regno Unito è stata fermata. La questione non riguarda più soltanto la musica: ospitare Kanye West significa decidere se separare l’artista dalle sue dichiarazioni o accettare che ogni suo show possa diventare anche un messaggio politico.
In Italia il concerto previsto il 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia rappresentava il culmine del Pulse of Gaia Festival, rinato dalle ceneri dell’HellWatt Festival. La manifestazione avrebbe dovuto ospitare alcuni grandi nomi della musica internazionale, ma lo stop allo show di Ye aveva fatto saltare l’intero progetto. Il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri aveva annullato lo show per ragioni di ordine e sicurezza pubblica: nella valutazione avevano pesato l’afflusso previsto, il rischio di contromanifestazioni e il clima creatosi attorno a Ye. Sul caso era intervenuta anche la Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che avevano espresso preoccupazione per la presenza in Italia di un artista protagonista di dichiarazioni antisemite.
Ma quello stesso nome che in Italia rappresentava un problema da gestire, per Rama diventava un’occasione di visibilità internazionale. Tirana, però, non dovrebbe restare un episodio isolato del ritorno europeo di Ye. Il calendario ufficiale indica come prossime tappe Madrid il 30 luglio e Faro il 7 agosto. Resta da vedere se il resto del tour riuscirà ad arrivare in fondo senza nuovi stop.
La scelta di portare Kanye West a Tirana dunque non nasce dal nulla. L’annuncio dello show è arrivato direttamente dal premier albanese: una fotografia di Kanye West pubblicata sui social e poche parole: “11 luglio a Tirana”. Per Edi Rama i grandi eventi sono da tempo uno strumento di politica dell’immagine: servono ad attirare visitatori, aumentare la presenza internazionale e cambiare la percezione del Paese. Kanye West è l’esempio più estremo di questa strategia: non portare l’Albania nel mondo attraverso un proprio simbolo, ma portare il mondo in Albania attraverso un’icona globale.
Secondo Reuters, Rama aveva sostenuto che il concerto avrebbe portato circa 25 mila visitatori stranieri provenienti da 80 paesi e avrebbe generato una ricaduta economica potenziale fino a 100 milioni di euro tra turismo, alberghi, ristorazione e servizi. Tuttavia il progetto rischiava di non funzionare. Quando l’evento era stato annunciato, il governo aveva assicurato che lo stato avrebbe garantito soltanto accoglienza, sicurezza e logistica. Il concerto sarebbe stato finanziato dalla vendita dei biglietti e da partner privati. Poi è arrivato l’intervento pubblico. Secondo quanto riportato da BalkanWeb, il governo albanese ha destinato circa 4,2 milioni di euro dal fondo di riserva dello stato per sostenere l’organizzazione dell’evento. È questa decisione ad aver trasformato un concerto in un caso politico nazionale.
Sempre secondo BalkanWeb, Ina Zhupa, deputata del Partito Democratico albanese e presidente della Commissione Cultura, Turismo e Diaspora, aveva contestato la scelta sostenendo che un fondo pensato per emergenze reali — terremoti, incendi, calamità naturali — non potesse essere utilizzato per sostenere un evento privato. Per il governo, a quel punto, l’emergenza era diventata evitare un danno reputazionale internazionale; per l’opposizione è invece una scelta politica pagata con soldi pubblici.
La contestazione, però, non si limita alle opposizioni parlamentari. Nelle stesse ore del concerto, migliaia di persone tornano a manifestare a Tirana per la 42esima sera consecutiva contro il governo Rama. La protesta, nata contro il progetto di un resort di lusso da 4,6 miliardi di dollari legato alla famiglia Trump nell’area protetta di Zvernec e diventata un simbolo delle accuse di corruzione e scarsa trasparenza rivolte all’esecutivo, finisce per investire anche l’arrivo di Kanye West. Per alcuni manifestanti, il concerto diventa l’emblema di una politica che investe nella visibilità internazionale e nei grandi eventi mentre, sostengono, trascura problemi ben più urgenti del paese. La battaglia su Kanye West diventa così una discussione sul modello di sviluppo dell’Albania: comprare attenzione internazionale oppure investire quelle risorse in altre priorità? Dietro l’evento c’è una scommessa più ampia: costruire una nuova reputazione per un paese che per decenni è stato percepito come la periferia d’Europa. Il globo che Kanye West calpesta per oltre due ore sul palco di Tirana diventa così la metafora della sfida di Rama.