Polanski a Venezia

1 SET 19
Ultimo aggiornamento: 00:11 | 2 SET 19
Immagine di Polanski a Venezia
“Non reagisco perché sarebbe come combattere contro i mulini a vento”, ha detto Roman Polanski in un’intervista allo scrittore francese Pascal Bruckner. Si riferisce, naturalmente, alle accuse continue che gli vengono recapitate (stupratore, pedofilo) e all’ostracismo perpetuo a cui taluni metooisti (pre e post) vorrebbero vederlo condannato da tutta la comunità internazionale. Tutte cose che – ha raccontato a Bruckner – negli anni gli sono costate molto dolore, continue molestie e parecchie assurdità (quando Sharon Tate, sua moglie, venne assassinata dalla setta di Charles Manson, alcuni giornali scrissero che quella era la prova del fatto che lui fosse “in combutta con il diavolo”). Pillole di Simonetta Sciandivasci.
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Il numero dell’edizione del Festival di Venezia che si chiuderà il 7 settembre, e alla quale Polanski ha partecipato, riaccendendo le polemiche, mai sedate, sull’opportunità di continuare a far lavorare uno dei più grandi registi del cinema contemporaneo, che tuttavia è anche uomo da anni ricercato dalla polizia statunitense per aver fatto sesso con una minorenne, nel 1977. Quella ragazza, oggi cinquantacinquenne, era Samantha Geimer: da anni ripete di averlo perdonato.
1966
L’anno di nascita della presidente di giuria del festival, Lucrecia Martel, regista argentina, che aveva detto che non avrebbe partecipato alla cena di gala organizzata per Polanski e che, addirittura, aveva minacciato di escludere il suo film, “J’accuse”, dal concorso. Venerdì, invece, Martel si è scusata con il regista.
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Il numero dei lungometraggi girati da Polanski – J’Accuse è il ventiquattresimo. Il suo primo film uscì nel 1962, si chiamava “Il coltello nell’acqua”. Nel 2003, con “Il pianista” vince il Premio Oscar come miglior regista. Lo stesso film gli vale, lo stesso anno, anche il David di Donatello.
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Gli anni di Philippe Garrel, attore protagonista di “J’accuse”, il quale ha dichiarato che preparandosi a questo film, ha “scoperto la vera storia che in Francia tutti sanno senza conoscerla davvero”. La pellicola racconta il caso Dreyfuss ed è stata molto applaudita a Venezia, sia in sala che durante la conferenza stampa del cast.
1894
L’anno in cui il capitano francese, di origini ebraiche, Alfred Dreyfuss venne accusato ingiustamente di tradimento e spionaggio, e condannato all’ergastolo.