Cartellone

di Luca Fiore
“Dove sono le ragazze?”, si domandava anni fa Jerry Saltz, lamentando la percentuale minima di opere del genio femminile nei musei in giro per il mondo. Se mi chiedessero quale pittrice vorrei che non mancasse in una grande collezione, oggi risponderei: Maria Lassnig. Se capitate ad Amsterdam non perdetevi la mostra che le dedica lo Stedelijk. Se non la conoscete vi sorprenderà. Se la conoscete scoprirete cose nuove. Di lei amo la virilità femminile delle pennellate. L’ironia e il dolore. E la felicità dell’uso del colore, che sembra redimere il suo mondo fatto di incubi.
Amsterdam, Stedelijk Museum. “Maria Lassnig. Ways of being”. Fino all’11 agosto.
info: stedelijk.nl
Sembra impossibile, ma all’origine dell’avventura di Gilbert & George ci fu il bianco e nero. Quella esposta a Parigi è definita come “scultura”, anche se è formata da sei grandi carboncini su carta, perché si concepisce come opera “immersiva”. Gli artisti raffigurano se stessi in un contesto bucolico. La forza del paesaggio inglese ospita due animi irrequieti, come si poteva esserlo all’inizio degli anni Settanta. La tecnica antica si presta a un’operazione contemporanea. Quelli che sanno parlare la chiamerebbero “opera seminale”. Chi ama G&G non dovrebbe perdersela.
Parigi. Fondazione Louis Vuitton. “Gilbert & George. There Were Two Young Man, April 1971”. Fino al 26 agosto.
info: fondationlouisvuitton.fr
di Mario Leone
Si accendono i riflettori sulla stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla. Un appuntamento ormai fisso nella torrida estate romana con una significativa presenza di pubblico. Si parte con “Aida” di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni, diretta da Jordi Bernàcer. Non aspettatevi uno spettacolo carico di Piramidi, elefanti e dall’aspetto un po’ circense. Il regista Denis Krief, pur non dimenticando il tratto egiziano della partitura, promette un’Aida più introspettiva, portando in scena la psiche e l’intimo dei protagonisti.
Roma, Terme di Caracalla, dal 4 luglio ore 21 al 3 agosto.
info: operaroma.it
All’Arena di Verona è forse lo spettacolo più atteso della stagione. Per ragioni musicali ma anche di costume se ne è scritto sui giornali. Parliamo del “Trovatore” di Giuseppe Verdi che vede, per sole tre recite (sulle cinque totali), la presenza della coppia del canto lirico: Anna Netrebko e Yusif Eyvazov insieme nei ruoli di Leonora e Manrico. A impreziosire la serata, la regia, quella di Franco Zeffirelli. Come nel suo stile l’allestimento è denso, carico di colori e ridondante: forse troppo.
Verona, Arena, dal 4 al 26 luglio ore 21.
info: arena.it
di Eugenio Murrali
D’estate quel luogo dorato che è il Carignano di Torino perde la tradizionale platea e acquista un prato inglese – davvero – che accoglie il pubblico e offre una nuova prospettiva per assistere a due spettacoli del Bardo. Elena Gigliotti dirige “La bisbetica domata”, tradotta da Fausto Paravidino e con la brava Alice Spisa. La solitudine e la paura dei personaggi trovano il loro antidoto nell’amore. Marco Lorenzi firma la regia di “Otello”, il dramma della gelosia, ma soprattutto della pura passione, in una lettura metateatrale e nuova per lo spettatore.
Torino, Teatro Carignano. “Otello” e “La bisbetica domata”, di W. Shakespeare. Fino al 21 luglio.
info: teatrostabiletorino.it
La critica teatrale sta accogliendo con favore “The Hunt” (“La caccia”) di David Farr. Lucas, interpretato da Tobias Menzies, lavora in un asilo, una bambina, Clara, prova un sentimento di fascinazione per l’uomo, che la invita a indirizzare le sue attenzioni sui compagni di scuola. Clara instilla nell’ambiente il sospetto di un abuso da parte di Lucas e scatena così il tribunale del popolo di una borghesia pronta a credere a prescindere ai propri figli. Lo spettacolo, diretto da Rupert Goold, è l’adattamento del film di Thomas Vintergberg e Tobias Lindholm, uscito in Italia con il titolo “Il sospetto”.
Londra, Almeida Theatre. “La caccia” di David Farr. Fino al 3 agosto
info: almeida.co.uk