La collisione tra uomo e natura è una questione tech

3 GIU 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 4 GIU 19
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T ecnologia non è soltanto microchip e sensori. Non è soltanto l’hi tech che negli ultimi decenni ha dominato il panorama dell’innovazione mondiale. Tecnologia è il fatto che negli ultimi duecento anni gli esseri umani sono riusciti a modificare e in alcuni casi piegare la natura in base alle proprie esigenze, dando vita a una nuova èra in cui “il pensiero scientifico è una forza geologica”, come scrisse Vladimir Vernadsky negli anni Trenta. Il Mast di Bologna ha organizzato una grande mostra per raccontare i vari aspetti di quest’èra geologica, l’Antropocene, in una esposizione con mille sfaccettature (titolo della mostra: Anthropocene, con l’acca). C’è una mostra fotografica, con 35 immagini stampate in grande formato da Edward Burtynsky. Le foto illustrano “la collisione tra uomo e natura”, e la natura non ne esce benissimo, anche se le immagini sono molto affascinanti. Poi ci sono le “esperienze immersive” che si possono apprezzare scaricando una app di realtà aumentata sullo smartphone. Infine ci sono 13 videoinstallazioni realizzate da Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier.
L’idea è sempre la medesima: mostrare come la tecnologia umana è entrata in contatto con l’ambiente naturale, modificandolo e il più delle volte sconvolgendolo, e narrare come da questo incontro stia nascendo un mondo nuovo. Ad alcuni potrà sembrare una mostra ambientalista, e per molti versi lo è. Le fotografie di Burtynsky mostrano “la terraformazione del pianeta mediante l’estrazione mineraria, l’urbanizzazione, l’industrializzazione e l’agricoltura; (…) l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani; la presenza pervasiva e globale della plastica, del cemento e di altri tecnofossili; l’impennata senza precedenti delle deforestazione”, come si legge sul sito ufficiale. Ma è anche una riflessione sulla tecnologia.