Cartellone

di Luca Fiore
Se è un po’ che non ci tornate o, addirittura, non ci siete mai stati (perché?), andate al Giardino di Boboli per vedere le sedici sculture di Tony Cragg. Fate caso al gusto e l’ordine rinascimentale, che prova a imprigionare nella forma razionale l’impeto della natura. Ma anche al tentativo dello sculture inglese di rappresentare quella stessa forza entropica: è come se la lasciasse deflagrare per poi congelarla. E’ un gesto che contiene, allo stesso tempo, un che di romantico e un che di razionalistico. Entrambi tipici di quegli inglesi che, tra Otto e Novecento, a Boboli ci venivano per trovare una bellezza forestiera.
Firenze, Giardino di Boboli. “Tony Cragg a Boboli”. Fino al 27 ottobre
info: uffizi.it
Del mistero delle opere che ci ha lasciato Pino Pascali occorrerebbe parlare in modo più approfondito. Occorrerebbe anche esserne capaci, il che non è scontato trattandosi, appunto, di un mistero. Nel frattempo, per raccogliere nuovi frammenti di una vicenda-lampo tanto ricca quanto breve, val la pena visitare questa mostra. Ha il pregio di esporre, oltre ad alcune opere simbolo, scatti inediti riemersi da chissà qualche cassetto. Testimoniano un modus operandi tutt’altro che improvvisato. E confermano l’immagine di un Pascali intellettuale giocoso, dedito a favole filosofiche. In cui convivono tanta vita e tanta poesia.
Venezia, Palazzo Cavanis. “Pino Pascali. Dall’immagine alla forma”. Fino al 24 novembre
info: museopinopascali.it
di Mario Leone
Un’iniziativa epica quella che propone il Teatro San Carlo: l’esecuzione integrale delle nove sinfonie di Beethoven nell’arco di un’unica giornata. Impegnati in questa maratona beethoveniana è l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino con il suo direttore Juraj Valčuha (direttore del coro Gea Garatti). Si parte alle ore 11 con le prime due e poi via via sino alle 21 quando risuoneranno le note della Nona che chiuderanno una giornata più unica che rara.
Napoli, Teatro San Carlo. Sabato 22, dalle ore 11 alle ore 21.
info: teatrosancarlo.it
Chi non ha ascoltato almeno una volta il celeberrimo “Halleluja h” di Händel? Il brano, tratto dall’oratorio Messiah, è solo uno dei brani che compongono questo capolavoro. Il compositore lo scrisse in poco più di tre settimane e il successo fu inequivocabile fin dalla prima esecuzione, nell’aprile 1742 a Dublino, dove secondo i giornali “i migliori intenditori sono stati concordi nel giudicarlo il suo più compiuto lavoro musicale”. Al Ravenna Festival sarà possibile ascoltarlo con l’Ensemble Cremona Antiqua e il Coro Costanzo Porta diretti da Antonio Greco.
Ravenna, Festival. Domenica 23, ore 21
info: ravennafestival.org
di Eugenio Murrali
Inclusione sociale e territorio al centro del Cross Festival di Verbania, sul Lago Maggiore. La manifestazione, nata da un’idea di Antonella Cirigliano e Tommaso Sacchi, fonde culture ed espressioni artistiche, e dedica particolare attenzione alla sperimentazione. I lavori avranno inizio il 21 giugno con performance degli artisti ospitati nella Cross Residence. Ampio spazio avrà la danza contemporanea, con molte compagnie del sud-est asiatico. Si segnalano lo spettacolo “Nothing is Lost” dell’Accademia Dimitri, che racconta i sogni dei giovani (28/6), e “Food” di Luca Silvestrini e Orlando Gough, sul tema del Cibo (26-28/6).
Verbania, CROSS Festival. Fino al 30 giugno
info: crossproject.it
Al Globe, il teatro elisabettiano di Roma, l’immaginario incontro tra il romanziere spagnolo Miguel de Cervantes e il poeta anglo-italiano John Florio, che alcuni studiosi pensano sia il drammaturgo nascosto dietro al nome di Shakespeare. Stefano Reali scrive e dirige un testo vivace che dispiega i sogni e le sfide di due grandi poeti, con un cast di grande valore: Mariano Rigillo, Agnese Fallongo, Ruben Rigillo e Giuseppe Zeno. Tra ’500 e ’600 due esistenze lontane, accomunate dall’amore per la parola, restituite con intensità. Duelli curati da Renzo Musumeci Greco.
Roma, Globe Theatre. “Shakespeare & Cervantes in Ghost Writer”, di Stefano Reali. Fino al 23 giugno
info: globetheatreroma.com